Behold... The Arctopus

Nano-Nucleonic Cyborg Summoning Ep

2006 (Metal Blade) | post-hardcore, avantgarde

A tre anni dal precedente Ep e a pochi mesi dall’uscita del nuovo album dei Dysrhythmia, il poliedrico Colin Marston riprende in mano la creatura esclusivamente strumentale Behold… The Arctopus (con gli amici Mike Lerner e Charlie Zeleny) espandendo, con il contagocce in verità, il sinistro, rumoroso universo metal-jazz inaugurato con lo straordinario “Arctopocalypse Now... Warmageddon Later” (Epicene Sound Systems, 2003).
La formula però è solo all’apparenza la stessa: chitarre Warr (quello spaventoso strumento a 16 corde cosparso di teschi esibito anche durante alcune esibizioni live dei Dysrhythmia — da non confondere con la chitarra uranium suonata da Lerner nell’Ep del ’03), prog-metal estremo (con una dozzina di riff che giocano a rincorrersi attraverso oscuri tunnel atonali), violenti scatti ipercinetici di marca Ephel Duath, improvvise sospensioni melodiche per nulla casuali.

Tutto questo in 17 minuti (a fronte degli 11 dell’altro lavoro) che a conti fatti sembrano decisamente più lunghi, con tetre discese negli inferi contrassegnate da folate di vento grindcore a metà strada tra Dillinger Escape Plan, Voivod e formazioni più “razionali” come The Locust e The Mass.
La sintesi dei Behold tuttavia risulta la soluzione migliore per comprimere in spazi incapsulati un vasto corredo sonoro spesso tracimante e incontrollabile, forse eccessivamente criptico, perseguitato cioè dalla nuova regola del post-metal che riduce tutto in suite mastodontiche prive di qualsiasi pathos (vedi l’ultimo Callisto).

Il bravo Mike Lerner, turnista nei Killing Joke, è il protagonista dei primi istanti di “Exospacial Psionic Aura”. Ciò che colpisce immediatamente, oltre l’indiscutibile talento tecnico, è la distribuzione dei tempi: i Behold tengono ben salde le redini di un mostro (in questo caso genetico) perennemente in procinto di ribellarsi, di rompere le mille catene che lo segregano per seminare terrore e morte nelle città degli uomini.
Dettando appunto con estrema precisione le dinamiche sonore ora coinvolgenti, potenti, velocissime, ora fortemente emotive, quasi distensive. Il sound quindi risulta retrattile, mutante (gli ultimi, intesi due minuti di “Exospacial Psionic Aura”, l’incipit della traccia successiva), tra fraseggi audaci e pattern che omaggiano i Meshuggah.
Registro non dissimile in “Estrogen Pathogen Exchange Program”, momento centrale dell’Ep e forse il più fruibile del lotto, dove un’istanza messianica introduce presso territori cupi e surreali, come in certe sublimi composizioni dei Sunn O))), per scatenarsi in orgiastiche digressioni metal-jazz.

Ma niente improvvisazione qui, come accadeva in “Arctopocalypse Now”: l’impressione è quella di una follia progettata, lucida (le percussioni nel finale), ciò nondimeno efficace e trascinante, come un meccanismo autonomo impossibile da arrestare. La brevità del pezzo, inoltre, la sua spiccia esistenza (che alla stregua di un racconto di Lansdale continuerà al di là della fine voluta dall’autore), contribuisce alla sua riuscita.
“Nano-Nucleonic Cyborg Summoning” si può leggere come una furtiva raccolta di istantanee da un mondo che vive di fulminee scosse telluriche, in bilico tra la brutalità di una tecnologia indomabile (l’esplicito artwork del disco, l’allusione pseudo scientifica e volutamente ridondante dei titoli delle tracce) e la cognizione dell’animo umano (le parentesi semi-acustiche).
In chiusura, “Sensory Amusia” puntella la volta schizoide proseguendo il discorso convulsivo del primo brano ma con maggiore attenzione alla melodia, ai rallentamenti ritmici e alla sublimazione ultima di un post hardcore distillato da inutili pendagli.

Alla luce dell’ottimo materiale fin qui realizzato dalla band, è lecito chiedersi quando i Behold… The Arctopus decideranno di mettersi alla prova sulla lunga distanza, con il rischio di contaminare una natura sagomata proprio sull’imprevedibilità del momento, sul distacco temporale che rende il presente passato, e il futuro presente.
Non ci resta quindi che mettere in repeating il disco con la consapevolezza e la fortuna di scorgere solo frammenti di una dimensione ignota, lovecraftiana, che, se svelata completamente, ci porterebbe ben oltre il baratro della follia, proprio come gli ignari turisti di Innsmouth.

N.B.: In occasione dell’uscita dell’Ep, Metal Blade ha pubblicato un’edizione speciale che include, oltre a “Nano-Nucleonic Cyborg Summoning”, la ristampa del precedente album e alcuni brani live.

(11/12/2006)

  • Tracklist
  1. Exospacial Psionic Aura
  2. Estrogen Pathogen Exchange Program
  3. Sensory Amusia
Behold... the Arctopus su OndaRock
Recensioni

BEHOLD... THE ARCTOPUS

Horrorscension

(2012 - Black Market)
A cinque anni dall'ultimo disco, ritorna il mostro prog-tech-metal americano

Behold... The Arctopus on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.