Jane Birkin

Fictions

2006 (Emi) | pop

Jane scandalosa lolita anglo-francese, Jane attrice, Jane conturbante icona del Maestro Antonioni prima, e musa moglie del Maestro Gainsbourg, poi. Jane che, sussurrando un ammiccante "Je t'aime" all'orecchio del marito pigmalione, mette in discussione con una canzonetta il vacuo moralismo dei benpensanti, addivenendo l'icona borghese della rivoluzione sessuale sessantottina. È singolare che, in coincidenza con quest'uscita, venga alla luce anche un ambizioso tributo a Serge Gainsbourg, ma ancor più curiosa è la gara dei contributi messa in atto dai musicisti i più disparati, e che tocca entrambe le produzioni.

Possiamo pure prendere atto che, a distanza di quasi quarant'anni, i nomi di Serge Gainsbourg e di Jane Birkin sono più cool che mai. La riprova? Se ad onorare la memoria del cantante-poeta francese si raccolgono, fra gli altri, nientemeno che Michael Stipe, Marc Almond, Brian Molko, Jarvis Cocker, Marianne Faithfull, Cat Power, nonché la stessa Birkin che duetta coi Franz Ferdinand, a contribuire alla causa della fiction birkiniana troviamo i Divine Comedy, Beth Gibbons, Rufus Wainwright in veste d'autori, ben rimpinguati da tre cover che citano Neil Young, Tom Waits e Kate Bush. Niente male per una donna pur sempre fascinosa, ma che sentirà suonare quest'anno la campana del sessantesimo anno d'età.

Le prove generali di "Fictions" erano tutte presenti nel precedente "Rendez Vous" (2004), in cui la suadente cantante attrice si cimentava in prestigiosi duetti con Paolo Conte, con Caetano Veloso e, fra gli altri, persino con Bryan Ferry nell'imperdibile versione implasticata della roxyana "In Every Dream Home A Heartache", autentico monumento d'immutabile eleganza, pari a quella dei suoi due interpreti, stilosi quanto questo nuovo progetto. Già, perché "Fictions" contiene ben più di un episodio ammaliante, anche se una certa urgenza di accessibilità fa apparire alcuni passaggi un po' didascalici, edulcorando un risultato da considerare comunque buono.
Così, se "Home" è una perla di sensualità, un inno pop che affianca il songwriting di razza di Neil Hannon al luminescente, indifeso vocalizzo di Jane ("Home is where the heart is"!), "Steal Me A Dream" scivola nel luogo comune più prossimo al piano bar che agli intimi ammiccamenti che vorrebbe paventare. E ancora, lasciano un po' perplesso le immancabili, scontate aperture al mercato francese di "Sans Toi" e "La Reine Sans Royaume", non già perché siano in sé disprezzabili, ma per via di canovacci forse troppo abusati.

Ma, come si diceva, altri piccoli gioielli fanno bella mostra di sé: cominciando da "Living In Limbo" che, più che l'imprimatur Gonzales, sembra portare quello del griffatissimo Ferry solista versione seconda metà anni 80, proseguendo con le garbate riletture di "Harvest Moon" (Neil Young) e di "Mother Stands For Comfort" (Kate Bush), e approdando, infine, allo splendido melodismo di Rufus Wainwright, che firma la pressoché perfetta "Waterloo Station". Un pugno di canzoni scritte da autori di razza, tre cover bene a fuoco, le chitarre di Johnny Marr e gli arrangiamenti di Gonzales a conferire un'apprezzabile omogeneità complessiva e, non ultima, la voce da ragazzina sexy della Birkin, fanno di "Fictions" un disco delicatamente patinato, i cui passaggi incerti non impediscono di farne una spensierata, gradevole colonna sonora primaverile.

(25/04/2006)



  • Tracklist
  1. Home
  2. Alice
  3. Living In Limbo
  4. WaterlooStation
  5. My Secret
  6. Où Est La Ville?
  7. Steal Me A Dream
  8. Sans Toi
  9. Harvest Moon
  10. La Reine Sans Royaume
  11. Mother Stands For Comfort
  12. Image Fantôme - Pavane Pour Une Infante Défunte
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