Chevreuil

CapoŽira

2006 (RuminanCe) | math-rock

Ho approcciato agli Chevreuil con molta curiosità. La notizie trovate in rete parlavano di un duo, Tony C e Julien F, impegnato a combattere contro le strutture musicali classiche, cercando di creare armonie e disarmonie nuove, sfruttando una chitarra quadriamplificata (effettata in modi diversi) e una batteria. Una novità strumentale math-rock, con la supervisione di Steve Albini in produzione e con la spinta di Jamie Stewart.
"Capoëira" è il loro terzo disco, e, rispetto ai primi due, presenta una novità, ovvero l'incorporazione delle tastiere (elettriche, piano, synth). E' formato da dieci tracce, ma è su due di esse che si incentra: "Gendarme" e "Tonnerre Mécanique", le due jam, laddove gli altri brani sono diversivi sonori rispetto ai leit-motiv dei pezzi principali (traduzione: aggiungono qualche spruzzata di influenza differente e particolarismo sulla strutture del suono base proposto dal duo).

La prima delle due parte con percussioni insistenti e note di tastiera a colorare l'aria, mentre la chitarra tiene le fila: ben presto però quest'ultima salirà in cattedra protagonista, sfoggiando gran varietà di toni e di spruzzi. L'incedere è disarticolato e sghembo, puntando sull'effetto sorpresa. Ritmato, ma in chiave essenzialmente cerebrale. La seconda segue invece un canovaccio più lineare, fra basi di grattugia quasi metal, impennate di chitarra trattata, cascate di piano e invasioni di batteria, con piccoli cambiamenti che, piacevoli, conducono sino al finale.

Il risultato non è però soddisfacente. Le destrutturazioni dei Chevreuil non giungono a un formato compiuto, ma lasciano solo spunti sparsi, buoni suoni, qualche buona idea, ma la proposta pare fermarsi ancora allo stato grezzo. Ciò che resta conferma l'impressione. "Cannibal Lover" è una miniatura dei due pezzi succitati con i suoi salti, i loop e i lampi magnetici; "AfroNegro" trasferisce il lavoro in ambito tribale e regala slanci di synth; "BreakDance" prova ad inserire ritmi saltellanti a mo' di balletto; "Cimetière Végétarien" è poco più di un minuto di elettronica a tinte cupe. La collaborazione con Stewart, "Solier Supérieur", un battito elettronico ossessivo su cui si posa il classico canto trafelato dell'ospite, non aggiunge nulla, anzi è decisamente perdibile.

"Capoëira" finisce per essere nulla più di una curiosità sonora (e fin qui potrebbe essere un disco carino/buono) e neanche realizzata al meglio (e siamo intorno alla sufficienza). Come ogni curiosità ha i suoi motivi di interesse che però non reggono gli ascolti (ed eccoci al di sotto della sufficienza).

(09/05/2006)

  • Tracklist
  1. >>>+/-<<<
  2. Cannibal Lover
  3. Gendarme
  4. Concorde
  5. AfroNegro
  6. Cimetière Végétarien
  7. BreakDance
  8. Chanteur De Charme
  9. Tonnerre Mécanique
  10. Solier Supérieur
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