Matthew Friedberger

Winter Women/Holy Ghost Language School

2006 (859 Recordings) | songwriter, avant-pop

Matthew Friedberger, ormai lo ignorano in pochi, è una delle due menti dei Fiery Furnaces. Se entrambi sono fondamentalmente giocherelloni, e Eleanor - la voce principale - è l'anima poetica, Matthew è quella creativa. Non esattamente spirito razionale (ascoltare l'ultimo sbrindellamento pop di "Bitter Tea"), è in ogni caso una sorta di doppelganger della sorella, cioè il contraltare che ne mette in chiaro le intenzioni creative fornendo basi (dis-)armoniche sintetiche, dissonanti, spiazzanti (ma funzionalissime) nel migliore dei casi.

Se questi sono i presupposti, non stupisce che il motore immobile di questo progetto - per l'appunto la sua componente pseudo-intelligibile - abbia deciso di proporre la sua prova solitaria su lunga distanza (lunghissima, trattandosi di un doppio album). In pieno stile-Fiery Furnaces, l'opera prima di Matt Friedberger ha i tratti caratteristici del concept per voce e arrangiamenti eccentrici. La storia tratta di un possibile io autobiografico alle prese con un viaggio surreale (che terminerà in Giappone) dai risvolti pentecostali. L'apparato musicale è così significativamente suddiviso in due parti. Nella prima (dedicata alle canzoni pop) si distinguono l'unisono canterburyano voce-flauto di "Ruth Vs. Richard", l'attacco ritmico con gong e le nenie orientali di "Under The Hood At The Paradise Garage", le tastiere ribattenti di "Her Chinese Typewriter", l'Elton John (e i Procol Harum) sotto Lsd di "Up The River", il collage schizofrenico (ma non troppo fantasioso) di "I Love You Cedric", i tocchi raga e il Glass titanico di "Koyaanisqatsi" di "Motorman". Il resto è scrittura poco felice, incompleta e incolore, malsupportata da voce monotona, effetti digitali pacchiani e contorni strumentali ripetitivi (soprattutto da una batteria sempre uguale a se stessa): nient'altro che il lato più facile della sua estetica.

In "Holy Ghost Language School", seconda parte dell'opera altrimenti orientata a una specie di forma-composizione più o meno ardita, si salva ancora meno. Qui gli highlights comprendono "A Mystical Preparative To Lewdness", un lamento da muezzin contornato da piano e synth, "The Pennsylvania Rock Oil Co. Resignation Letter", ticchettio scordato su fraseggio seriale quasi Henry Partch, e "I Started Drinking Alcohol At The Age of Eleven", retaggio di piano decadente su base jungle.

Il primo disco, melodie azzeccate a parte, sembra una raccolta di outtakes del duo di provenienza, pure privata del profumo di Eleanor, la seconda è una collezione poco assortita di scatolame sperimentale. Rimane un certo coraggio nello sfogare il più possibile le (sorprendentemente poche e scarsamente utili) velleità creative di un genietto ancora troppo secchione indietronico in libera uscita. Abbiamo sopravvalutato il suo taglia e cuci in "Rehearsing My Choir"? Prima tappa ufficiale della neonata 859 Recordings. Collaborazioni sparute di John McEntire alla batteria.

(15/10/2006)

  • Tracklist

Cd 1: Winter Women

 

  1. Under The Hood At The Paradise Garage
  2. The Pennsylvania Rock Oil Co. Resignation Letter
  3. Up The River
  4. Ruth Vs. Richard
  5. Her Chinese Typewriter
  6. Big Bill Crib & His Ladies Of The Desert
  7. Don't You Remember?
  8. Betcha Don't
  9. PS. 213 Mini School
  10. Theme From Never Going Home Again
  11. Motorman
  12. Quick As Cupid
  13. I Love You Cedric
  14. Servant In Distress
  15. Hialeah
  16. Wisconsin River Blues

 

 

Cd 2: Holy Ghost Language School

 

  1. Seventh Loop Highway
  2. Holy Ghost Language School
  3. The Cross And The Switchblade
  4. I Started Drinking Alcohol At The Age of Eleven
  5. Do You Like Blondes?
  6. Azusa St.
  7. Topeka And San Antonio
  8. A Mystical Preparative To Lewdness
  9. Ship Scrap Beach Business
  10. First Day Of School
  11. Things Were Going So Well
  12. All In Vain Or The Opposite
  13. Moral And Epilogue
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