Factums

Alien Native

2007 (Siltbreeze) | wave-noise

“Alien Native” usciva, autoprodotto e in edizione limitata di 150 copie, nel 2004, per conto dei Factums, trio di Seattle composto dal batterista degli Intelligence, Matthew Ford (qui anche alla voce), da Dan Strack (chitarra, tastiere, effetti) e, last but not least, da Jesse P. Miller (basso, chitarra, tatiere, effetti). Un piccolo culto sotterraneo ha accompagnato la band durante questi anni, tanto che la benemerita Siltbreeze ha pensato bene di ristampare il disco su vinile, per complessive 500 copie.

E' giunta, quindi, l'ora di rispolverare un piccolo gioiello di chimica out-noise, di freakerie post-atomica, di incesti malsani e putrescenti, al confine tra Residents, Cabaret Voltaire ed estetica lo-fi. Sordidi impasti, insomma, anche un po’ beffardi, come quando il giro di basso che apre “Two A. M.” sembra provenire direttamente dall’incipit di “You’re My Best Friend” dei Queen (salvo, poi, scoprire che di “semplice” fanfara cazzona si tratta!).
Come evidenziato dalle tonalità chiaroscurali della copertina, “Alien Native” è un disco che gioca, ubriaco, sui contrasti, che adora levigare velenose quanto cupe trame wave (“The Disguise”) o seguire strambe danze circolari al chiarore di una luna inacidita, con la voce che muta in un’indecifrabile bava d’angoscia – una melma fluorescente di benzene (“The Right Is Freedom”).

Nel gorgo radioattivo, frammenti di lande disperate e annichilite. Trasfigura, la musica. Prendendone atto. E’ un salto trasversale (il corpo in balia del battito - "Oroboros"), verso un modernariato nichilista (“Roman Soldier”), che rilascia la sua eco anche tra i solchi post-electro di “Gold Is The Best Color”, nei geyser di “Black/White” o nel notturno-psycho di “Computer”.
Altrove, albeggia una sorta di fourth-world music eroinomane (“Parasite”), si materializzano corpi amorfi (“Pinch”), mentre si studiano possibili soluzioni per un jazz-rock sull’orlo del brutalismo (“Soft Machine”).

Il che, poi, significa anche rilevare interessantissimi intertesti subliminali (gli Shit And Shine subacquei di “Notes From A Hollow Mind”, i Chrome in gita domenicale, traversando le colline di Marte, di “White Ghost” o, perché no?, costretti su qualche ottovolante disco-funk, con chitarre goduriose, come accade in “Drip”). Un paio di numeri relativamente più ortodossi (la sgambata garage di “Factum Tan”, il punk-noise di “Angels Twitch”) completano, infine, l’ennesimo affresco della decadenza umana.

(28/11/2007)

  • Tracklist

1. Two A.M.
2. The Disguise
3. Notes from a Hollow Mind
4. The Night Is Freedom
5. Roman Soldier
6. Parasite
7. Gold Ise The Best Color
8. Take Drug
9. Black/White
10. Drip
11. Bomber
12. Oroboros
13. Factum Tan
14. Angels Twitch
15. Pinch
16. White Ghost
17. Me Sing
18. Soft Machine
19. Computer

 

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