Autistic Daughters

Uneasy Flowers

2008 (Kranky) | slow-core, post-folk

La poliedrica personalità artistica del chitarrista neozelandese Dean Roberts aggiunge un nuovo tassello alla sua lunga attività, grazie a quello che è ormai diventato il suo progetto principale, ovvero quegli Autistic Daughters che lo vedono affiancato da due musicisti austriaci di estrazione tra loro diversa, ovvero il batterista post-rock Martin Brandlmayr (Radian) e il bassista e sperimentatore elettronico Werner Dafeldecker (Polwechsel, The Year Of).
Se l’omonimo debutto della band, risalente al 2004, seguiva da presso la svolta slow-core di Roberts, confermandone le atmosfere rallentate e ombrose, le sette tracce di “Uneasy Flowers” segnano un punto ulteriore di ponderato sviluppo di trame sonore fatte di frammenti melodici che si dipanano attraverso variazioni graduali, tendenti ora verso un vero e proprio isolazionismo sonoro ed emotivo, ora verso strutture più complesse, solcate da note acustiche o sferzate da sofferte distorsioni elettriche.

Il suono dell’album è costruito su chitarre elettriche penetranti ed abrasive che, in loop, manipolate fino a produrre solo drone o semplicemente suonate e distorte, provvedono a fornire la base per le melodie sulle quali vengono forgiati tutti i brani, corredate ed accompagnate da corde acustiche dissonanti e maltrattate e dalla fredda e quasi ‘autistica’ voce di Dean Roberts.
Gran merito della band è quello di riuscire a rifinire il mood del lavoro con sottili tocchi di batteria, una misurata e particolarmente calda spruzzata di elettronica e sparse note di piano che arrivano ad illuminare e riscaldare la fredda atmosfera autunnale dell’album ove, a tratti, sembra risplendere un lontano e pallido sole.

L’esecuzione senza fronzoli e raffinata di ogni singolo brano, senza una nota fuori posto, dove sono i vuoti e la sottrazione a conferire valore aggiunto alla musica, fanno di “Uneasy Flowers” una raccolta che cattura anche sotto il punto di vista strettamente emotivo.
Anche i testi contribuiscono in maniera decisiva a rendere questo lavoro particolarmente coinvolgente: basato in maniera piuttosto libera su un personaggio chiamato Rehana, ne narra la storia con versi destinati a colpire l’ascoltatore ed a fissarsi nella sua memoria: la voce di Roberts, accompagnata dal solitario handclapping in “Rehana’s Theme”, quasi sibila: "You're a bunch of cunts / The lot of you / And everything is / moving slowly / for a king / who is slightly drunk".

Benché la lentezza dei movimenti e il mood dimesso siano tratti costanti di tutti i brani, in essi Dean Roberts offre un’ampia rassegna di “fiori difficili”, sotto forma di composizioni dalla superficie ostica e a tratti ruvida, ma che pian piano si dischiudono, rivelando atmosfere in grado di catturare tanto per le loro indolenti componenti melodiche, quanto per le loro nervose eppure moderate sfumature post-industriali. Ne risultano brani permeati da una latente sensazione di pioggia e da un dolente torpore di fondo, dissolto in strutture armoniche che nei brani più song-oriented sfiorano le atmosfere avvolgenti degli Early Day Miners, mentre in quelli maggiormente entropici riecheggiano la sofferta introversione dei Bark Psychosis.

Lungi, in ogni caso, dall’essere un album concettuale o esclusivamente di sperimentazione sonora, “Uneasy Flowers” regala alcuni brani memorabili: tra tutti “Gin Over Soured Milk”, nel quale su una strumentazione sparsa e discreta si inseriscono le chitarre distorte che riescono a saturare l’atmosfera più di un’intera orchestra all’opera, portando il brano fino al suo climax ove convivono rabbia ed emozione. O la conclusiva "Hotel Exeter Dining Room" che si imprime in fretta nella mente dell’ascoltatore: il passo è meno cadenzato rispetto agli altri brani, le voci più in evidenza, il piano e le chitarre, insieme a una ritmica coinvolgente, fanno sì che, alla fine del tunnel possa intravedersi una luce, una speranza dopo tanta tenebra.

L’oscuro sentiero che appare sulla copertina di “Uneasy Flowers” è stato percorso. Gli Autistic Daughters si sono spinti nella notte, verso l’ignoto, verso un futuro incerto e a tratti spaventoso. Esattamente come tutti, non possono sapere cosa li aspetterà poco più avanti. Ma ciò nonostante, anche questa volta, sono andati avanti per la loro strada, senza compromessi e senza esitazioni.
Del resto anche loro, come tutti, sanno che nella vita non esistono fiori facili da cogliere.
Ma per quanto malagevole possa risultare avvicinarsi a questi fiori difficili, il loro inebriante profumo ci dice che vale la pena di tentare. 

(27/02/2008)

  • Tracklist
  1. Rehana's Theme
  2. Uneasy Flower
  3. Liquid And Starch
  4. Gin Over Sour Milk
  5. Bird In The Curtain
  6. Richest Woman In The World
  7. Hotel Exeter Dining Room
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