For Against

Shade Side Sunny Side

2008 (Words On Music) | post-punk

Le ragioni di un nuovo disco da parte dei For Against, formazione statunitense entrata ormai di diritto nella storia del post-punk, non stanno tanto nell’ovvio (e stantio) revival wave degli anni 2000, quanto piuttosto nell’ossessiva opera di riscoperta e ristampa discografica da parte della Words On Music (già produttrice di band di rilievo del nuovo slocore come Lorna, Moving Pictures e Coastal). Passate quindi le ristampe dei lavori migliori (i primi due “Echelons” e “December”, all’Ep “In The Marshes”, ristampato nel 2007), la label minnesotana, a partire dai primi anni 2000, riacciuffa a pieno titolo il trio (originale solo per un terzo, ovvero per il solo Jeffrey Runnings, canto e basso, attorniato ora dal chitarrista Steven Hinrichs e dal batterista Paul Engelhard) e offre loro un nuovo contratto.

Primo frutto del nuovo corso della band è “Coalesced” (2002), una rilettura ancor più soffusa e inconcludente del sound loro tipico.
Anni dopo, arriva “Shade Side Sunny Side”, e la questione non cambia. A salvarli dalla pena dell’anacronismo spinto c’è solo un vago incupimento delle tinte, o - meglio - una ritrovata influenza subliminale dei Joy Division. Composizioni come “Irresistible”, “Spirit Lake”, “Why Are You So Angry” e “Game Over” pagano lo scotto dei registri vocali rinunciatari e androidi di Curtis (quando non vero spleen salmodiante), delle aperture strumentali liturgiche, dei ritmi claustrofobici della sezione ritmica (ma molto spesso sottoprodotta).

Poi arrivano segni di vita: in “Game Over” si fa largo un andamento di tango da parte del piano in apertura, ad accompagnarsi con i soffi di feedback della chitarra, in “Spirit Lake” la cantilena monocorde (e talvolta tecnicamente stentante) di Runnings aspira a diventare quasi cantautoriale, e in “Irresistible”, a parte gli svarioni dilettantistici, la band arriva a mimare i sostrati ambientali dei Joy Division (l’elemento meno scontato della band di Curtis).
Qui e là si fanno strada i ritmi percussivi e concitati del revival post-punk contemporaneo à-la Organ (“Glamour”), o i toni apocalittici dei migliori Mission Of Burma (“Underestimate”), seppur frettolosamente messi da parte per darsi alla melodia più convenzionale, o ancora canzoni appena più veementi, stile Wire all’acqua di rose (“Aftertaste”), ma rimane l’impressione di incompiutezza e squilibrio.

Prova sbrigativa, se non puramente spartana (nonostante il comodo temporeggiamento di buona parte delle canzoni); più che un revival caustico, è un distinto, sovente stiloso simulacro che fa a malapena ripensare ai tempi che furono. I tentativi di movimentare l’organico (dalle chitarre elettriche all’acustica, dai synth al piano) sono attaccati con la saliva. Il suo fuoco, o il suo buon senso, proviene da una genuina necrofilia: un altro modo d’intendere il c.d. libero arbitrio.

(11/04/2008)

  • Tracklist
  1. Glamour
  2. Underestimate
  3. Why Are You So Angry?
  4. Aftertaste
  5. Friendly Fires
  6. Game Over
  7. Spirit Lake
  8. Quiet Please
  9. Irresistible
For Against su OndaRock
Recensioni

FOR AGAINST

Never Been

(2009 - Words On Music)
La prosecuzione della gloriosa saga della band post-punk del Nebraska

FOR AGAINST

In The Marshes (ristampa)

(2007 - Independent Project/ Words On Music)
Torna alla luce un nome storico dell'underground post-punk Usa

For Against on web