Robert Forster

The Evangelist

2008 (Tuition / Yep Roc) | songwriter, folk-pop

Ci sono cose che nemmeno l’ombra della morte riesce a vincere: la sete insaziabile del cuore, l’anelito di eternità dell’amore, la condivisione del destino nell’amicizia. L’improvvisa scomparsa di Grant McLennan, stroncato due anni fa da un attacco cardiaco, ha posto prematuramente fine alla seconda giovinezza dei Go-Betweens, ma non ha potuto cancellare l’amicizia che l’ha legato per trent’anni a Robert Forster. Così, il primo disco solista del songwriter australiano dopo dodici anni suona come il segno di una misteriosa vita post mortem per i Go-Betweens: ripartendo dalle venature malinconiche di “Oceans Apart” ed utilizzando gli ultimi abbozzi lasciati dal vecchio sodale, Forster rende un tributo tutt’altro che nostalgico e retorico all’eredità di una delle band più acute e sensibili sopravvissute agli anni Ottanta.

“If it rains, now we’ll change”. La voce di Forster lambisce profondità loureediane introducendo “If It Rains”, che assume le fattezze di una “Sweet Jane” umbratile e dimessa. Poi “Demon Days”, estremo lascito della collaborazione con McLennan, accarezza corde autunnali con una mesta serenità tutta eelsiana, fatta di sussurri che abbracciano archi e celesta. “È un album emotivo e con un’atmosfera fatta principalmente di veri strumenti acustici”, afferma Forster. “Vorrei che la gente riuscisse ad affacciarsi al disco e sentirsi a proprio agio”.
Ma come i Go-Betweens hanno insegnato, c’è sempre uno spiraglio di luce capace di filtrare attraverso le nubi: ecco allora che “Pandanus” fa brillare gli occhi con le sue chitarre profumate di Smiths e con il suo perfetto cesello melodico. “The silver on the water / Seems to push so many things away”. Forster osserva il sole spegnersi lungo la della linea dell’orizzonte, ed è come se quel tramonto potesse portare via con sé ogni sofferenza. “See the glory, God, this is what I need”.

“The Evagelist” assume una vivacità agreste al passo del mandolino di “Let Your Light In, Babe”, per poi danzare con il violino di “It Ain’t Easy”; ed è facile lasciarsi avvolgere dal folk-pop gentile della title track e di “Did She Overtake You”, tra arpeggi cristallini, archi lievi e controcanti di irresistibile dolcezza. Adele Pickvance al basso e Glenn Thompson alla batteria assistono fedelmente Forster come negli ultimi Go-Betweens, mentre Audrey Riley torna a curare gli arrangiamenti degli archi, di cui si era già occupata ai tempi di “Liberty Belle And The Black Diamond Express”.
L’equilibrio del disco, registrato a Londra alla fine del 2007, cede solo di fronte all’eccesso di enfasi di “Don’t Touch Anything”, in cui le coloriture dell’hammond finiscono per assumere toni a rischio di stucchevolezza. Ma a fare da contraltare alle tinte troppo marcate ci pensa la nudità acustica di “A Place To Hide Away”, appena impreziosita da un soffio d’organo e dall’inflessione alla Dylan della voce di Forster.

Basta riprendere in mano “Intermission”, la splendida retrospettiva sulle carriere soliste di Forster e McLennan data alle stampe lo scorso anno, per rendersi conto che “The Evangelist” può ambire a pieno titolo a farsi ricordare come l’opera più brillante sinora licenziata da Forster. Sono brani percorsi da un’inquietudine sottile, quelli della nuova fatica dell’ormai ultracinquantenne australiano, sospesi tra il senso di fuga di “The Evangelist” ed il bisogno di rifugio di “A Place To Hide Away”, fino ad arrivare alla conclusiva “From Ghost Town”, in cui la città fantasma del titolo diventa metafora di un luogo segreto in cui trovare pace.
Proprio nell’epilogo del disco, il riflesso dell’amico scomparso si fa più palpabile e doloroso, con le note solitarie del pianoforte a sciogliersi nello struggimento del duetto con Adele Pickvance. “It’s gone, yes yes yes, it’s wrong / and why should this be so, why why why, why why why?”. La domanda insistente riecheggia su un’armonica acuta come un grido che non accetta di spegnersi. No, c’è qualcosa che non scompare. Morte, dov’è la tua vittoria?

(21/04/2008)

  • Tracklist
1. If It Rains
2. Demon Days
3. Pandanus
4. Did She Overtake You
5. The Evangelist
6. Let Your Light In, Babe
7. A Place To Hide Away
8. Don’t Touch Anything
9. It Ain’t Easy
10. From Ghost Town
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