Goldfrapp

Seventh Tree

2008 (Mute) | dream-pop

Alzi la mano chi se lo aspettava. Chi poteva immaginare che Alison Goldfrapp, tanto ammaliante musa in "Felt Mountain" quanto sensuale provocatrice in "Black Cherry" e "Supernature", sarebbe tornata nel sottobosco sonoro - quell'ambientazione verde e rigogliosa, eppure paradossalmente malinconica - che aveva contribuito al fascino romantico dell'opera prima targata 2001.
Semmai, era pronosticabile un ulteriore avvicinamento alla elettronica da ballo che plasmava l'immagine dei due lavori precedenti. E invece no. Alison noi ce la immaginiamo testarda. E con la stessa testardaggine che l'aveva convinta a voltare pagina dopo "Felt Mountain", eccola stupirci ancora.

Sono passati due anni da "Supernature". Eppure, ascoltando ciò che il duo Goldfrapp-Gregory propone in "Seventh Tree", pare passata un'eternità da quel bestseller da oltre un milione di copie. Nessun motivetto da dancefloor, non uno che si ricordi. Dieci tracce per una quarantina di minuti nei quali si alternano melodie fatate in costante bilico tra pop sognante, rimandi elettronici ai Portishead e spruzzi di pioggia. E la sensazione è che dopo le incerte divagazioni electro, i Goldfrapp siano finalmente tornati a casa.
"Seventh Tree" è un disco nel quale si assaporano i gusti dei monti, delle felci e delle stelle alpine, del sole del mattino e del freddo pungente, del ghiaccio e della neve. Ma è un'atmosfera tutt'altro che fredda e rarefatta: al contrario, sembra brillare per dolcezza e calore.

L'iniziale "Clowns" illumina la via come con una melodia radiosa tra cinguettii e un canto da lasciare a bocca aperta. Ma c'è anche spazio per la giocosa perfezione della raffinata e beatlesiana "Happiness", in bilico fra elettronica rarefatta e pop d'autore. Con "Eat Yourself" l'aria si fa improvvisamente seventies, tra riverberi à-la Kate Bush, e un finale strappalacrime. Pare d'improvviso di trovarsi immersi in un tramonto autunnale: foglie secche, brezza leggera e romantica tristezza. I morbidi saliscendi di "Cologne Cerrone Houdini", poi, sono fra le cose più belle udite in questo primo scorcio di 2008.

Sull'altro piatto della bilancia vanno annotate tracce un po' meno memorabili. A cominciare dal singolo "A&E", che rappresenta il lato radio-friendly del progetto: tre minuti e diciannove secondi piuttosto piatti, sicuramente catchy, ma di poca sostanza. E se c'è forma e sostanza hippie in "Caravan Girl", accompagnata da tastierine old style, l'orecchiabile "Some People", condotta magistralmente da una performance vocale di assoluto livello, fa tuttavia storcere il naso per un eccesso di barocchismi.

Dieci tracce nelle quali gli antichi sapori del sottobosco-Goldfrapp riemergono con naturalezza. Dieci tracce nelle quali si respirano nuovamente i profumi della Montagna del Feltro. Diverse sbavature, ma in fondo può bastare così. Bentornata Alison.

(28/01/2008)



  • Tracklist
  1. Clowns
  2. Little Bird
  3. Happiness
  4. Road To Somewhere
  5. Eat Yourself
  6. Some People
  7. A&E
  8. Cologne Cerrone Houdini
  9. Caravan Girl
  10. Monster Love
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