Robyn Hitchcock non è nuovo a pubblicare album di “scarti”, demo, bozzetti, per lo più acustici, che scarti non sono. Già negli anni 80, con “Invisibile Hitchcock”, aveva dato alle stampe un’operazione simile e oggi quell’album è un membro essenziale della sua discografia anzi, uno dei più apprezzati.
Così anche questo “Shadow Cat” offre del cantautore britannico una delle “personalità meno corrette”, più incompiute, lunari e barrettiane. Già, poiché la singolare, intensa e visionaria poetica di Robyn Hitchcock forse rende ancor più fragile il proprio senso in forma di abbozzi di canzoni, appunti e frammenti di spettrale bellezza che proprio richiamano alla mente, assieme all’impressionante somiglianza del timbro vocale, le registrazioni di Syd Barrett della fine degli anni 60.
Ancora immagini, brevi racconti e fantasie umide popolate da singolari personaggi, tarantole a forma di mani o mani a forma di tarantole? Grossi granchi circospetti che inseguono le ombre dell’ascoltatore in un gioco suggestivo e ammaliante.
Anche nei momenti più ruvidi, il songwriting di Robyn lascia spazio all’introspezione, con deviata lucidità invita al “voyeurismo” del proprio es, ove caleidoscopici flash vengono lanciati all’ascoltatore come languide carezze, gonfie di eros spicciolo.
Una cover di “The Wind Cries Mary” di Jimi Hendrix alla chitarra acustica vale da sola l’intero album. Altri esperimenti, col vocoder, sono invece un po’ meno entusiasmanti. Ma la maggior parte dei brani, come la bellissima “Nothing But Time”, che sembra tratta del capolavoro “I Often Dream Of Trains”, sono delle ballad acustiche e ipnotiche come le altre che hanno reso Robyn Hitchock un grandissimo.
“Beautiful Shock” è una beat-song che pare un demo per un album dei Kinks, “Baby –Doll”, dal sapore speziato delle ballad psichedeliche di un tempo, liquida e dilatata. La spettrale title track vede Morris Tepper, di beefheartiana memoria, alla chitarra.
Il livello di queste canzoni è altissimo, come fu per il precedente citato “Invisibile Hitchcock”, dalla cupa copertina. Infatti, più che scarti, si tratta di materiale non arrangiato alla perfezione; ciascuna canzone, però, per qualità, potrebbe essere un potenziale hit della ricca discografia di Robyn. E poi, a chi serve la perfezione?
15/03/2008
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