Dopo un anno dalla pubblicazione di “Conqueror”, ultimo full-lenght sotto il nome Jesu, arriva un nuovo Ep a continuare una discografia che definire prolifica è poco. Justin K. Broadrick, mente dietro al progetto Jesu e vero genio musicale, sembra arrivato a un punto inevitabile della sua carriera: la saturazione. D’altronde, sette lavori in tre anni (contando solamente quelle a nome Jesu: gli split sono anch’essi numerosi) sono veramente un grosso numero. Purtroppo questa nuova uscita non è una ventata di aria fresca quanto piuttosto un leggero odore di stantio che inizia a farsi strada nelle orecchie dell’ascoltatore.
Con un totale di cinque pezzi (di cui due già contenuti in uno split con Eluvium, uno inedito e con le ultime due tracce versioni alternative delle prime due), “Why Are We Not Perfect” non si muove dal discorso che sta alla base del progetto Jesu: chitarre riverberate in un marasma shoegaze racchiuse in rigide strutture ritmiche, voce misticheggiante ed epica; la novità più grande è una spruzzata di elettronica in più che però non cambia di molto il risultato.
Broadrick dovrebbe fermarsi un attimo e buttarsi sulla meditazione o su attività più tranquille di quella musicale, in modo da ritrovare l’ispirazione che ha reso grande lavori come l’EP d’esordio e “Jesu”. Della serie: quanto non c’è niente da dire, è meglio stare zitti.
09/09/2008
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