Micevice

Experiments On The Duration Of Love (ristampa)

2008 (My Honey Records) | folk-rock

Questa è una strana storia. Una storia che viene da lontano, in termini di tempo e di spazio. Direttamente dall'Australia di dieci anni fa. Fu allora che Giovanni Ferrario mise su questa creatura chiamata Micevice che annoverava Cat Hope al basso e Marta Collica alla voce. Il disco fu registrato tra Catania e Melbourne da Norman Fagg (fonico dei Dirty Three) e con la produzione di Hugo Race. Con la ristampa attuale, My Honey Records ci offre l'opportunità di riparlarne, di conoscerlo di nuovo, restituendo luce a un lavoro che, quando il ventesimo secolo si stava chinando definitivamente in un tramonto non troppo triste, si mosse un po' in sordina.

Le undici tracce sono perle rare, una nuvola di fumo caldo che avvolge sinuosa chiunque vi si abbandoni. Suoni curati con perfezione ossessiva per un album fatto di atmosfere. Un disco di folk-rock rarefatto, da anime sofferenti, a partire dalla opener "True" e dalla successiva "Degenerate Me". E' come venir sedotti da una tentazione sussurrata sottilmente da una voce che regna come il più nobile degli strumenti. Basta una manciata di tracce per ritrovarci prigionieri di un incantesimo impossibile da rompere, potremmo seguire il flauto di "Sun", immersi totalmente in una dimensione parallela che si è impadronita sinuosamente di noi e della nostra percezione del mondo che abbiamo intorno. Una seduzione che non disdegna il farsi più sfacciata, con le venature rock e di romanticismo disilluso di "Queue For Sedatives" e "Silver Coat", incursioni nei territori spogli e notturni che sono dello sciamano Nick Cave, presenza costante e richiamo continuo che si ascolta come una eco in lontananza.

Nella claustrofobica "The Velvet Palace" è il basso a scandire i ritmi di un cuore compresso e in "Ridge" e "Red Fish" ci si avvicina un po' dalle parti dei Portishead. La sensazione è quella di un portentoso rito magico in cui calarsi con ogni parte di sé, cui partecipare pienamente, dove ogni canzone parte per un viaggio tutto suo, un percorso unico e peculiare, simile a nulla e a nessuno, per arrivare in una distesa desertica in cui liberarsi totalmente. L'impianto si regge su melodie di ottima fattura, su chitarre che sono la chiave per aprire tutte le porte che abbiamo davanti, che necessitino dolcezza o strisciante aggressività, e su di una ricchezza di suoni notevole per un lavoro che suona sostanzialmente semplice e fresco, mai ridondante, come il risultato di un flusso creativo impulsivo e naturale, che va solo colto e raramente rielaborato.

"Experiments On The Duration Of Love" riesce a suonare attuale ancora oggi, anzi, lo si riscopre precursore dell'ondata indie degli ultimi tempi, ma forse ricco di una capacità di rapire e toccare corde profonde che si è andata perdendo in questi anni. E forse è proprio qui, in quella che probabilmente è la migliore qualità di questo disco, che si notano gli anni che si porta dietro.

(19/11/2008)

  • Tracklist
  1. True
  2. Degenerate me
  3. Queue for sedatives
  4. Sun
  5. The velvet palace
  6. Denise
  7. Silver coat
  8. Ridge
  9. Red fish
  10. Sick
  11. Jazmine song
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