Ottavo album in studio per i
Mudhoney, la band che è diventata un anacronismo vivente, definita dai più "l'ultimo vero gruppo
grunge in attività". Che senso ha un album dei Mudhoney nel 2008? C'è ancora qualcuno interessato a questo tipo di musica? Bè, innanzitutto "The Lucky Ones" esce esattamente a vent'anni dalla formazione del gruppo, segnando un importante giro di boa, e poi suona, a tutti gli effetti, come un ritorno alle origini. Ed è un disco buono, sorprendentemente buono.
Intendiamoci, Mark Arm e soci non propongono assolutamente nulla di nuovo, e qui, come vent'anni fa, ripropongono esattamente le solite cose. Ma un po' come per recenti "revival" passatisti (la ripresa delle sonorità rock dei
Rem con il loro "
Accelerate", la
reunion della formazione originaria dei
Dinosaur Jr), a convincere è l'energia e l'onestà dell'insieme.
"The Lucky Ones" presenta così una band rinvigorita, che dimostra di non aver perso lo smalto degli anni d'oro, e che ha saputo uscire dall'
impasse creativa alla quale pareva relegata ormai da qualche album (tra cui l'insipido "
Under a Billion Suns").
Registrato in appena quattro giorni, prodotto e mixato come se fosse una
jam session da Tucker Martine, il nuovo lavoro dei Mudhoney è un prodotto fresco e veloce (undici canzoni, per appena trentasei minuti complessivi), che si ascolta con lo stesso piacere con cui, probabilmente, è stato ideato. Ovviamente gli anni sono passati, Martine non è Jack Endino, e i suoni di "The Lucky Ones" sono molto più puliti e levigati rispetto ai fiammeggianti singoli di fine anni 80, ma pezzi come "The Open Minds" e "I'm Now" sono tra i più rabbiosi e tirati nel repertorio della band, e non si scordano facilmente.
Per il resto tutto secondo copione:
riff incadenscenti a cui provvede uno Steve Turner in gran forma (i migliori episodi in questo senso sono "Next Time", o "What's This Thing?", imparentata da vicino ai
Jon Spencer Blues Explosion), piogge di
feedback, Mark Arm che sbotta rabbioso come il giovane
Iggy Pop ("Tales Of Terror"). E i giochi finiscono in fretta, prima che subentri la noia.
"The Lucky Ones" è un album che difficilmente farà guadagnare nuovi fan ai Mudhoney: ma per chi è cresciuto con "Touch Me I'm Sick", potrebbe essere una gradita sorpresa.