Sudafricano giramondo, João Orecchia è un musicista polivalente: le sue collaborazioni con svariati progetti (danza, cinema, teatro) lo dimostrano ampiamente, come anche il contenuto di questo “Hands And Feet”. Rigoglioso e frizzante, l'album solca con grande disinvoltura territori fra i più disparati, quali la folk-tronica classica, il glitch-pop e l'avant-pop strumentale.
Piuttosto che citare singoli episodi, è utile ricordare che album come questi basano la propria riuscita sull'equilibrio, precario ma necessario, fra fantasia e scrittura solida e precisa. Nonostante il diluvio di strumenti ed effetti, sono canzoni ben scritte e interpretate con altrettanta professionalità, dove lo scheletro è costruito da mani sapienti e consapevoli. Le cover sono chicche per palati finissimi: “Sunshine Girl” dei
Faust è un folk-pop disgregato come solo i
Books avrebbero potuto fare, “Arrivaderci Roma” di Renato Rascel si tramuta in un pop brumoso e chiaroscurale.
Se siete in cerca di un frullato variegato e pieno di colori differenti, avrete pane per i vostri denti con un album che sa divertire e non cede mai un millimetro in termini di ispirazione.
20/03/2010