Amor Fou

I Moralisti

2010 (EMI) | pop-rock

Per il loro secondo disco, gli Amor Fou (nella nuova formazione che comprende Alessandro Raina, Leziero Rescigno e i nuovi arrivati Giuliano Dottori e Paolo Perego) abbandonano le tessiture elettroniche e si concentrano su un sound analogico. Un disco più "suonato", insomma, perché il salto non è soltanto qualitativo rispetto all'incerto "La stagione del cannibale" (per certi versi quasi una versione "povera" dei Tiromancino), ma anche prospettico, con un tentativo di raccontare la Storia attraverso piccole storie, quelle di alcuni personaggi reali nati tra il 1950 e il 1980.

Tentativo dagli esiti altalenanti, sia chiaro, ma nondimeno un tassello importante per le future evoluzioni musicali della band milanese. Ecco, allora, che per "De Pedis" si materializza una Roma cui dire "arrivederci", tra nostalgici clamori e chilometri da percorrere. Resta, in ogni caso, il respiro di Federico Zampaglione a rendere opachi i vetri di questa pseudo-inchiesta sul rapporto tra i personaggi e la morale italiana. Nella leziosità post-punk di "Anita", dunque, o nel ritornello luminoso e solenne di "Le promesse" (con qualche parvenza neanche tanto nascosta di Coldplay) si riconoscono i crismi di un cantautorato pop che, nell'incrociare passato e presente, cerca di far sbocciare nuove ipotesi stilistiche.

Ci provano, per esempio, con "Peccatori in Blue Jeans" (titolo che riprende quello di un film di Marcel Carné) che mostra un piglio radiofonico che potrebbe farsi valere, "Cocaina di domenica" (praticamente i Baustelle... e non se ne sentiva la mancanza), "Un ragazzo come tanti" (che sfodera un ritornello rigoglioso nella sua malinconica sincerità: "Comprendo che/ sei il mio domani") e con "Il mondo non esiste", sorta di fiaba moderna che gira un po' su se stessa.

Ma la scrittura è sicuramente più matura e il panorama emozionale relativamente stuzzicante, soprattutto quando "Filemone e Bauci", fatto il giro delle influenze (Battisti, Battiato, Max Gazzè), si stempera in un affresco desolato e marziale. Non convincono, invece, la tirata wave di "a.t.t.e.n.u.r.B", le nevrosi di "Dolmen" e "Il sesso degli angeli".
Ma, del resto, è naturale che durante il cammino (sottotesto: "Questo è tutt'altro che il disco 'definitivo' della band") qualche inciampo capiti sempre...

(30/04/2010)

  • Tracklist
  1. Intro
  2. De Pedis
  3. Anita
  4. Le promesse
  5. Peccatori in blue jeans
  6. Il mondo non esiste
  7. Filemone e Bauci
  8. Cocaina di domenica
  9. Un ragazzo come tanti
  10. a.t.t.e.n.u.r.B
  11. Il sesso degli angeli
  12. Dolmen
  13. I moralisti
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