Anoraak

Wherever The Sun Sets

2010 (Naive) | synth-pop

Cari signore e signori, gentile utenza e probabile clientela, buone nuove sul fronte del pop generalista, bello edulcorato, neutro, apparentemente privo di personalità, fatto con lo stampino (però argentato), plastificato e adatto a tutte le stagioni, ma preferibile sotto un ombrellone con le frange: sono arrivati gli Anoraak!

Anche se poi si tratta di una sola persona, Frederic Riviere, francese di Nantes, già protagonista nel 2008 con un debutto intitolato "Nightdrive With You". "Vecchio", "vintagista" di professione, con la manopola della radio costantemente sintonizzata su una stazione che fa degli anni 80 la propria ragione di vita. Trattasi però di specialista estremo, nonché di permaloso mica da ridere, e allora meglio specificare affinché nessuno dell'entourage si offenda: Anoraak saccheggia con nonchalanche giusto un lustro di quella stagione irripetibile che tanto sdegnò i post-hippy, i cantautori impegnati e rocker sudati, un periodo che si situa tra il 1983 e il 1988. Largo dunque a tutto l'armamentario dell'epoca, con ampia profusione di synthe batterie elettroniche. Unica, decisiva differenza rispetto all'epopea pop di venticinque anni orsono, la totale mancanza di un'immagine da propagandare ai contemporanei e, qualora il progetto decollasse, anche ai posteri.
Monsieur Riviere è un finto "frenchtouchista" (sentirete gli echi dei Phoenix e dei parenti stretti, ma non fateci caso), piuttosto un ballerino pop, prezioso espositore dello spartito melodico, estremista della formula strofa-ponte-ritornello, ma è come se preferisse offrire una proposta che brucia subito, si spegne e difficilmente si riattiva. Musica sul serio usa e getta, perché poi la si può sostituire con altrettanta e di simile fattura.

Qui dentro ci sono undici brani, durano quasi tutti tre minuti e mezzo, a parte la decima traccia, "Midnight Sunset", sui sei minuti circa, per lui si direbbe un progetto abortito di suite. Breve, conciso, pratico, privo di fronzoli. E bravo. Anche a mascherare i costanti riferimenti, mettendo in imbarazzo il vostro recensore. Che però non ci sta, non vuole abbandonare la consueta abitudine nel fare le pulci agli artisti di turno. Da chi hai rubato? A chi ti ispiri? Dai, non fare il timido, confessa! Butto lì due o tre nomi che aiutano ad allungare il brodo ma anche a rinvigorire la memoria dei più distratti: Climie Fisher ("Try Me", "Can't Stop"), rimandi all'italo-disco non possono mancare ("Crazy Eyes"), ci sono persino i Prefab Sprout, quelli diretti a Memphis che qualcuno all'epoca scambiò per i Ricchi e Poveri in trasferta (se non ci credete, sentite i sospiri falsamente languidi su "Dolphins And Highways"), i Johnny Hates Jazz, meteorico terzetto in voga nella primavera-estate-autunno 1987, le cui soluzioni qui dentro si sentono dappertutto.

Insomma, un lavoro che molti potrebbero trovare insignificante, altri interessante, altri ancora piacevole. Difficilmente emoziona, impossibile che provochi stordimento, ma rasserena, rassicura, culla. Perfetto, oserei aggiungere, mentre ci si adopera in mansioni casalinghe: siete terrorizzati da quell'ammasso informe di camicie che attendono di essere stirate da un mese abbondante? Niente paura, ferro e Anoraak al posto dell'Appretto e tutto filerà liscio; avete avuto la malsana idea di organizzare un party in casa e vi siete accorti verso l'una del mattino che i vostri amici sono in realtà dei selvaggi? No problem, mocho e Anoraak a palla e verranno anche i vicini ad aiutarvi a riassettare il disastro. Scommetterei che Anoraak significa panacea, perché la dolcezza, il ritmo mai esasperato, il cantato senza particolari attrattive, aiutano a rasserenare dalla terribile esistenza metropolitana, anche se in realtà abitate in un paese disperso in qualche entroterra. E "Wherever The Sun Sets" è anche utile come manuale della canzone pop geometrica e matematica, esatta (un lavoraccio che riesce a pochi). Fidatevi, insomma, ascoltatelo e sorriderete. Ma senza agitarvi. Quiet pop dance. Evviva Anoraak.

(11/10/2010)



  • Tracklist
  1. Above Your Head
  2. Try Me
  3. Can't Stop
  4. Don't Be Afraid (feat. Sally Shapiro)
  5. Crazy Eyes
  6. Long Hot Summer Night
  7. You Taste Like Cherry
  8. Dolphins And Highways (feat. Siobhan Wilson)
  9. Cloud Rain Love
  10. Midnight Sunset
  11. Here You Go
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