Daughters

Daughters

2010 (Hydra Head) | noise-rock, post-core, pigfuck

Partiti con uno scontroso concentrato di spazzcore (“Canada Songs”) e passati attraverso una discreta sintesi tra quegli ardori ipercinetici e l’epocale lezione dei Jesus Lizard (“Hell Songs”), i Daughters riconvertono la loro furia proprio sul culto della band di “Goat”.

Questo omonimo è un disco che piacerà a molti, ed è giusto così, visto che si tratta di un lavoro ben fatto e molto potente. Tuttavia, l’isteria di fondo che animava l'album precedente è stata in parte smussata, sostituita da un impianto solidissimo ma privo di veri spigoli. Per dire, un brano come “Cheers Pricks” qui non lo troverete e, forse, per alcuni è un bene. Resta il rammarico per un’evoluzione che non c’è stata e che, quasi sicuramente, non ci sarà, almeno stando alla voce secondo cui questo è, a tutti gli effetti, l’epitaffio della formazione di Providence. Tuttavia, fatti due conti, potrebbe essere proprio questa la cosa migliore partorita dalla band.

L’opera parte decisa e senza fronzoli con la violenza strutturata di “The Virgin”: oltre agli ovvi Yow e compari, si riconoscono il vessillo della Skin Graft e la schizofrenia dei Locust. Gli strumenti sono sempre su di giri e la voce declama invasata oltre il muro del suono come se il Nick Cave era-Birthday Party fosse ancora qui tra noi, come uno spettro cui girano un po’ i coglioni. E, come se non bastasse, la claustrofobia la fa da padrone, vedi, per esempio, la sconvolta e frastornante “The First Supper”.
Complessivamente, tutto (dalle dissonanze angolari che fanno il paio con le accumulazioni cacofoniche di “The Theatre Goer” alle esagitate partiture di “Our Queens (One Is Many, Many Are One)”, passando per l’abrasiva “The Dead Singer”, il pow-wow a rotto di collo di “Sweet Georgia Brom” e il bombardamento prolungato di “The Hit”) sembra voler rintracciare l’essenza più isterica del pigfuck, riuscendoci per buona parte anche se il colpo da fuoriclasse non lo abbiamo rintracciato.

Alla fine, i battimani e l’organo vagamente chiesastico di “The Unattractive, Portable Head” suonano quasi come una piccola resa, ma la verità è che, in questi solchi, i ragazzi suonano ancora brutti, sporchi e cattivi, anche se in un formato più “digeribile”.

(22/04/2010)

  • Tracklist
1. The Virgin         
2. The First Supper         
3. The Hit         
4. The Theatre Goer         
5. Our Queens (One Is Many, Many Are One)         
6. The Dead Singer         
7. Sweet Georgia Brom         
8. The Unattractive, Portable Head
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