Eagleowl

Into The Folds

2010 (Kilter) | anti-drum-core

Nel pregevole album dei WoodpigeonDie Stadt Muzikanten” compare un brano il cui titolo sembrerebbe ironico: “Woodpigeon vs. Eagleowl (Strength in Numbers)”. In verità lo scontro tra Woodpigeon e Eagleowl non è solo una finzione bucolica, Colombacci e Gufi Reali non sono solo due volatili ma due band tra le più interessanti degli ultimi anni.
Dei Woodpigeon abbiamo già tessuto le lodi, dei Eagleowl è il momento giusto di parlare, perché trattasi di una delle più strabilianti band della musica scozzese. Non è l’ennesimo ensemble di alternative folk, né un altro ibrido sperimentale-acustico dai contorni spirituali: la band scozzese ripropone la sfida creativa dei newyorkese Hugo Largo, ovvero creare una musica energica e robusta senza nessun ricorso al noise e senza sezione ritmica.
“Into The Folds” , terza uscita del gruppo, è un Ep ricco di squisite ballad post-folk che non lasciano spazi a perplessità o dubbi sulla loro creatività. Ogni brano ha una forza e un'energia superiori alla somma delle parti, la loro musica genera un impatto emotivo esaltante e gelido nello stesso tempo, un esempio raro di poetica sonora capace di trascendere i limiti del genere.

La title track apre il mini-album con accordi di violino e chitarra elettrica che schiudono le porte a un malinconico e oscuro esempio di slow-core-folk, apparentemente in cerca di uno spiraglio di luce, l’atmosfera è avvolgente e oppressiva, quasi un lamento dove il dolore è sostituito dallo stupore.
La stessa alchimia si ripete nella lunga “No Conjunction” che chiude l’Ep: la tensione sonora è affidata al violino, che introduce continui giri armonici che esplodono nel finale, tra splendidi inserti di folk corale, tentazioni post-rock e psichedelia in stile Velvet Underground; un brano che non usurpa il termine di capolavoro.

Tra le due meraviglie descritte, il gruppo accenna timide incursioni nel mid-tempo con la cantilenante e giocosa “Morpheus”: fiabesca e deliziosa canzone edificata su poche essenziali note, la ballad scorre come acqua in un ruscello. Le tentazioni avantgarde e quasi cameristiche sono maggiormente evidenti nella raffinata “Eat Hats”, la delicata melodia di mandolino, chitarra acustica e basso filtra attraverso il corpo per catturare le emozioni più intime, l’estasi sonora trasforma pochi accordi in una sinfonia pastorale senza confini.
 
“Into The Folds” viene pubblicato in una serie limitata di 500 esemplari numerati, come il precedente 7 pollici "Sleep The Winter", manifesto indiscusso del loro stile anti-drum-core (come viene definito dalla band), che include due brani ipnotici e lisergici stile Low.
La prima pubblicazione del gruppo, “For The Thoughts You Never Had”, invece, ostenta una maggiore varietà tra piccole tentazioni gospel (“Sleeptide”), ninnananne di nuova generazione (“For The Thoughts You Never Had”) e fragili combinazioni di folk ed elettronica (“Mf”) dall’immenso potere mesmerico e sottilmente naif.
 
Nessun brano della loro produzione mostra incertezze o mancanza di direzione musicale, il tono sognante oscuro e gotico di “Blackout” non è un semplice esercizio stilistico ma un vero e proprio instant classic di folk contemporaneo, e “Blanket” raccorda le stesse armonie del loro repertorio con sottili flussi di minimalismo alla Philip Glass che elevano il brio armonico.
Gli Eagleowl sono un gruppo destinato a occupare un posto di rilievo nel panorama musicale dei prossimi anni, un ensemble il cui potenziale è enorme, non è la solita band di belle speranze, qui siamo di fronte alla rivelazione del 2010: catturate il Gufo Reale.

(14/06/2010)



  • Tracklist

Ep Into The Folds

1. Into the Folds  
2. Morpheus    
3. Eat Hats  
4. No Conjunction
 

7" Sleep The Winter

1. Sleep The Winter
2. Laughter


Ep For the Thoughts You Never Had
 
1. Sleeptide
2. For the Thoughts You Never Had 
3. Blanket 
4. Blackout 
5. Mf

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