Terzo lavoro per Eric Copeland, uno dei fondatori dei Black Dice. Diviso in due lunghe composizioni, “Strange Days” (vinile pubblicato dalla Post Present Medium) è un viaggio allucinato in un universo malfunzionante, dove field-recordings sconnessi, trasmissioni radiofoniche random, cortocircuiti finto-cosmici e sample alla deriva danno vita a uno scenario amorfo, multi-direzionale ma, in fondo, privo di prospettiva, del tutto irrisolto. Ho letto, divertito, anche la parola “hypnagogic” in qualche recensione. Ormai, sembra quasi un mantra. Ma un mantra che produce sostanzialmente fumo… Come questo disco del tutto insulso, in definitiva.
22/08/2010
L’intimità del suono acustico per un quasi esordio d’autore
Un equilibrio raffinato tra canzone, ambient e orchestrazioni nel nuovo convincente lavoro dell'artista californiana.
Il mare quale punto di incontro per due virtuose sperimentatrici elettroacustiche
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese