Velvet Score

Goodnight Good Lovers

2010 (Black Candy) | alt-rock

Analizzare la guerra semplicemente dal punto di vista dell'intensità delle emozioni che questo tragico evento sa creare, senza buonismo, senza porsi come un giudice etico rispetto alle azioni dell'uomo. È questo l'intento alla base della realizzazione dell'Ep "Goodnight Good Lovers" da parte dei fiorentini Velvet Score. La disperazione del soldato morente nell'iniziale "Waterloo", la nostalgia per i giorni felici in "Pictures Of Summer" e "Pollen Under Cement", il conforto di una compagnia amica nei momenti difficili in "The Last Word", l'effetto catartico di un'autodistruzione volontaria in "The Healing Song", la rassegnazione all'arrivo della fine che si mescola con la speranza di un domani migliore per chi resta in "Ride The Oxygen". Dette così potrebbero sembrare delle tematiche scontate, ma l'importante non è l'argomento di cui si tratta, ma la modalità con cui lo si fa, e tutti questi sei testi sono particolarmente sentiti e offrono punti di vista tanto reali quanto inusuali, con la capacità di far vivere all'ascoltatore molte più sensazioni di quelle effettivamente raccontate.

Poiché, però, non stiamo parlando di letteratura ma di musica, per ritenere questo un lavoro di qualità è necessario che lo siano le canzoni, e per fortuna anche da questo punto di vista i motivi di interesse non mancano. Questa è solo la terza uscita discografica della band in sette anni, ma evidentemente l'attività del gruppo non si è certo limitata a quella strettamente necessaria per le pubblicazioni dei dischi, perché l'equilibrio tra immediatezza e facilità di ascolto da un lato e intensità introspettiva e cerebralità nella costruzione di suoni e melodie dall'altro è roba da veterani. Probabilmente, al raggiungimento del suddetto equilibrio hanno giovato sia l'ingresso nel gruppo di Leopoldo Giachetti, che in passato militava nei May I Refuse, autori di interessanti canzoni in stile Coldplay, che lo speciale contributo (così viene definito espressamente sul retrocopertina) di Serena Altavilla dei Baby Blue.

Sta di fatto che ognuna delle sei melodie è molto nitida e di facile assimilazione, ma anche ispirata, mai banale e riconoscibile rispetto alle altre, e anche gli arrangiamenti sono accurati e complessi. Costruzioni molto articolate godono di un indubbio impatto, accanto ad altre maggiormente essenziali. La parte vocale svaria tra momenti di semplicità e altri caratterizzati da sovrapposizioni tra più voci, ed interagisce con gli strumenti in modo sempre diverso, nel senso che gli accoppiamenti tra le tipologie di suono e di vocalità non sono mai gli stessi.

Il pop e le dilatazioni, l'elettricità e le contaminazioni, la fluidità e la densità sonora, la dolcezza e l'adrenalina, tutto convive fianco a fianco in modo coerente e ben strutturato. Un lavoro, in definitiva, che convince da tutti i punti di vista.

(22/06/2010)



  • Tracklist
  1. Waterloo
  2. Pictures Of Summer
  3. Pollen Under Cement
  4. The Last Word
  5. The Healing Song
  6. Ride The Oxygen
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