Con "Stridulum", Ep contenente sei nuovi brani, Zola Jesus continua a lavorare intorno a quell'idea di lo-fi gotico dal sinistro appeal "dreamy" che appena un anno fa, nel buonissimo "The Spoils", aveva trovato una prima (almeno si spera!) compiuta realizzazione.
Pur presentando qualche novità piuttosto rilevante (per esempio, una produzione che gioca la carta di un sound ancora meno ispido), "Stridulum" è un'opera che va letta come una sorta di appendice del disco precedente, tante sono le similitudini (strutturali e, soprattutto, umorali) che si possono riscontrare. Se avete amato, dunque, quel suo personale capolavoro, non ci saranno problemi con queste nuove composizioni.
C'è sempre, infatti, vivo e vegeto, quel dream-pop marchiato a fuoco dalle oscurità più inaccessibili della sua anima, anche se, almeno in qualche caso, baluginano sentori di speranze che ancora resistono in quel lontano sottosuolo ("Night"). Che la musica di Zola possieda un evidente carattere religioso, non lo scopriamo certamente oggi. Un brano come "Trust Me", per dire, è dannatamente esemplare di una sua ricerca del Divino – ricerca che passa, necessariamente, attraverso la perlustrazione della sua anima.
In questo viaggio interiore, allora, eccola pronta a meditare su amore e morte ("I Can't Stand", la title track). Ma di una meditazione fortemente alienata e alienante si tratta. Insieme celestiale e terrena, questa musica ha nel contrasto tra la carnalità "sfuggente" della voce e in quello stentoreo incedere della drum-machine tutta la sua essenza. Dal canto loro, "Run Me Out" e "Manifest Destiny" sembrano voler tentare crescendo quasi sinfonici.
Aspettando il prossimo disco.
29/03/2010
Il debutto della "next big thing" della Crimson Wave
Spaccati esistenziali in disfacimento nel disco-consacrazione di Nika Roza Danilova
Una riedizione dell'Ep "Stridulum", ampliata per il mercato europeo
Sempre più ripulita e laccata, torna Nika Roza Danilova, al secolo Zola Jesus
L'artista di punta di casa Sacred Bones rilegge nove suoi brani in chiave neoclassica
La definitiva trasformazione di Nika Danilova nel passaggio alla Mute
Il ritorno per Sacred Bones di Nika Roza Danilova, potente conversione pop delle spinte darkwave degli esordi
Dopo cinque lunghi anni di assenza torna la regina del lo-fi goth
Una magica alba nel suggestivo chiostro della Basilica di S. Croce segna la tappa fiorentina del tour europeo di Nika Roza Danilova
La band australiana in bilico tra nostalgie post-punk e fedeltà alla psichedelia
Un'occasione d’oro per riscoprire una band fondamentale, con un’estetica tanto minimalista quanto peculiare
Il chitarrista dei Blur pubblica dieci canzoni registrate nel 2011
Ritorno all'essenziale per uno dei rapper più importanti d'Italia, con tanti ospiti
Uno spirito avventuroso e la capacità di rimettersi in gioco rinfrescano il sound della band britannica
Nel suo quinto album, il producer di Los Angeles sposa il proprio trademark con sonorità marcatamente latin
La cantautrice statunitense ingaggia Robert Smith ed è sempre più persa tra i suoi patemi d'amore
Il leader della NSRO alle prese con un intrigante album di folk medievale