La Sacred Bones Records pubblica il nuovo full-length di Zola Jesus, ovvero l’alias di Nika Roza Danilova, artista nata e cresciuta all’interno dell’etichetta newyorkese, della quale col tempo è diventata il nome più in vista.
Aiutata per l’occasione da JG Thirlwell/Foetus, in questo “Versions” rilegge otto sue composizioni estratte dai dischi precedenti, riarrangiandole per quartetto d’archi: lo spunto viene da una performance tenuta al museo Guggenheim di New York lo scorso anno: in quella circostanza la vocalist aveva optato per una versione “classica” dei suoi brani, avvalendosi per l’appunto della collaborazione dell’eclettico compositore australiano.
“Versions” traspone ora tali sinergie su disco: le canzoni contenute nell’ultimo “Conatus” guadagnano in questo modo una dimensione più intima, “correggendo” la deriva dance-oriented intrapresa nell’ultimo periodo; ne risulta un lavoro d’effetto, dove la voce della Danilova spicca potente e cristallina stagliandosi sopra a uno sfondo neoclassico, suggestivo e toccante.
Zola Jesus si conferma una delle “eredi” di Siouxsie più dotate: la sua voce, carica di personalità, è divenuta un vero e proprio trademark e fa piacere ritrovarla in un contesto più umbratile e introspettivo, che recupera – declinandolo in una veste diversa – il cupo magnetismo delle sue prime incisioni. Resta ora l’incognita in merito alle sue prossime mosse: asseconderà la svolta “pop” di “Conatus” o tornerà alle sue radici oscure?
Nell’attesa possiamo lasciarci cullare da queste nove “variazioni sul tema” (c’è anche l’inedita “Fall Back”), nove piccole gemme di “chamber music”, come fioche luci a illuminare questo lungo autunno del 2013.
25/11/2013
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