Lei è una pianista gallese poco più che ventenne, lui un manipolatore ambient-drone polacco. Lei si è segnalata con due Ep come una delle più talentuose interpreti del piano solo, lui ha messo insieme nel giro di pochi anni una corposa discografia su importanti etichette elettroniche e sperimentali, spaziando dal glitch e dall’idm a foschi paesaggi dronici.
Anna Rose Carter e Bartosz Dziadosz, aka Pleq, si incontrano adesso in un conciso Ep di soli diciassette minuti di durata.
Considerati i retroterra dei due artisti, “My Piano Is Broken” non poteva che essere un saggio del tentativo di coniugare il pianoforte austero e minimale della Carter con l’universo di crepitii, field recordings e screziature elettroniche assortite di Pleq. L’idea non è certamente nuova (difficile non pensare a Library Tapes durante l’ascolto dell’Ep), ma i cinque brevi brani che la mettono in pratica conseguono un equilibrio pressoché perfetto tra i loro elementi, offrendo scorci di intensa emozione (su tutti quello di “A Mirror Sitting”) e paesaggi sonori di obliquo incanto.
13/08/2011
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