Fin dalle prime "spedizioni" ai Baroni di Amsterdam, il rampollo mostra stoffa a pacchi, classe da vendere e solo qualche piccola ingenuità da correggere. Se ne accorgono ben presto gli scagnozzi di Peel Seamus, i quali lo esortano a dar vita a un secondo disco calibrato con tutti i mezzi disponibili su questa terra. Nasce così "Escapism", creatura morbida e vibrante, techno da vivere e poi da ballare, sinapsi elettronica e conturbante di fruizioni androidi ("Timelapse") e houseofili volteggi ("Within").
"Escapism" è soprattutto evasione dalla realtà e ricerca ritmica di un'identità che suona già come ben definita, tra fluttuazioni prossime al Robert Hood più grasso ("Shadows Of The Invisible"), meditazioni techno-ambient da cosmonauta della console ("Aquinas Control") e devastanti bollori in ascesa continua a ustionare i timpani ("Omonous").
Escapism
Revolt DX
14/01/2012