David Bazan

Strange Negotiations

2011 (Barsuk) | songwriter, alt-rock

"L'esempio che avevo in mente era quella cosa che Obama non fosse di qua... "Dov'è il certificato di nascita?" Dato che abbastanza persone lo credono, allora devi prenderlo sul serio. Questo è strano. Sembra inappropriato. Si dovrebbe essere in grado di ignorare la stupidità come tale ma, nonostante tutto, eccoci qua" (David Bazan)

Nella mente e nell'anima di David Bazan non deve esserci molto spazio per compromessi e ambiguità. Il passo da fervente cantautore evangelico a severo fustigatore delle "credenze" diventa così più corto di quello che si potrebbe pensare, se si interpretano correttamente le sue dichiarazioni che descrivono il tema del disco.
"Strange Negotiations" è la difficile continuazione della carriera solista dell'ex-leader dei Pedro The Lion: difficile dato il carico da novanta piazzato su quel "Curse Your Branches" di due anni fa, ancora riconosciuto dal cantautore di Seattle come il suo disco più personale e sofferto.

La perdita della fede è ancora una ferita da esorcizzare e, non a caso, Bazan torna sulla questione nell'alt-rock quasi vedderiano di "Level With Yourself". È lo stesso stile musicale scelto dal Nostro a segnare però una necessità di smarcarsi da un'opera così sofferta. In "Strange Negotiations" il cantautore americano si trova assai più vicino allo slow-rock viscerale dei Pedro The Lion ("Eating Paper"), con quella batteria piena a sottolineare le invettive del disco contro una comunità in cui non ci si riconosce più, che ha rinnegato i motivi fondamentali della propria convivenza, oppure ne segue di opposti e illusori ("People").
Nonostante questo, nel disco si trova più o meno tutto ciò che ci si potrebbe aspettare da un disco di Bazan, con in più - o in meno - lo spettro di un "ardore pacificato" ad aleggiare anche sulle pagine più sentite, sui pezzi più riusciti ("Virginia").

Tutto estremamente riconoscibile, comprese le costruzioni melodiche oblique del Nostro, le sue vibranti, tese linee vocali. Ma, anche nel pamphlet accusatorio della title track, in cui il cantautore scopre le carte su chi sia il vero oggetto di queste strane negoziazioni e cosa queste riguardino, il punto principale sembra il bisogno di "voltare pagina", nella propria musica e nella propria poetica, più che quello della dichiarazione orgogliosa e passionale della propria indipendenza.
Bisognerà però aspettare il prossimo disco.

(06/06/2011)

  • Tracklist
  1. Wolves At The Door
  2. Level With Yourself
  3. Future Past
  4. People
  5. Virginia
  6. Eating Paper
  7. Messes
  8. Don't Change
  9. Strange Negotiations
  10. Won't Let Go
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