Demdike Stare

Tryptich

2011 (Modern Love) | elettronica, dark-dub

Il 2010 verrà sicuramente ricordato, tra le tante cose, come l'anno d'oro di Miles Whittaker e Sean Canty. In quanto a produttività, i due introversi produttori inglesi hanno letteralmente sfasciato ogni pronostico, finanche il più roseo. La loro annata è stata talmente colma di valide intuizioni da richiedere la produzione di ben tre long playing, racchiusi nel qui presente "trittico", sommati a una considerevole quantità di inediti. Nel giro di soli dodici mesi, i Demdike Stare sono riusciti a consolidare le proprie forze, accaparrandosi una nutrita schiera di "seguaci" predisposti verso sentieri cupi, desolanti e desolati, tanto da costringere agli straordinari la benemerita Modern Love.
Siamo dinanzi a mera elettronica intenta a inscenare una sorta di rituale pagano attraverso cui maciullare le coordinate del dubstep generalmente inteso come tale. Trattasi, se non altro, di un'anestetica evoluzione del suono imposto nei primi sussulti, amalgamatasi sempre più a rilento. Perché se nello splendido esordio dello scorso anno, "Symbiosis", regnava un mix accattivante di battiti dub ad alto dosaggio e cupissime rarefazioni, in "Tryptich" domina quasi esclusivamente una lievitazione sulferea delle sfumature, in un nuovo approccio che paralizza e sospinge i sensi verso un insolito appagamento percettivo. Parimenti, la contrapposizione austera di ritmiche estrapolate da carcasse di vinili pescati in ogni angolo del pianeta getta nuove metodiche nel calderone.

Canty e Whittaker fuggono come due elefanti verso il proprio cimitero sonoro, instaurando un rapporto paradossalmente cordiale con gli abissi più tetri dell'anima. È dub narcotico, metallurgico, occulto, psicotomimetico. Tutto trae linfa da un ricamo voltaico propinato elettrizzando solo in minima parte il moto delle pulsazioni. La vocazione alla modulazione "danzante" è pressoché pachidermica. Le accelerazioni vengono ridotte all'osso. È la liquefazione dei dettagli a prendere il sopravvento. I due capovolgono l'asse ritmico, puntando a una coesione organica del beat, quasi a comprimerlo in una caverna. Avanza implacabile un'ondulazione dei bassi profonda, letargica, che soverchia le consuetudini in atto nei bassifondi di Manchester.

"Forest Of Evil" è diviso in due atti: "Dusk" e "Dawn". Entrambi alternano ambientazioni noir ad alto tasso ansiolitico e pullulazioni dub poste in coda o propinate fin dai primi istanti. È un intarsio avvincente, che slega le convinzioni stilistiche mosse sul conto dei due producer inglesi. Mentre con "Liberation Through Hearing" troviamo gli unici momenti in cui pare subentrare un sensibile calo fisiologico, dettato da un eccessivo manierismo pseudo religioso. In tal senso, la "liberazione attraverso l'ascolto" è un riferimento al libro tibetano dei morti, nel quale si tenta di esaminare la profonda presa di coscienza che prende forma tra la morte in atto e l'ennesima reincarnazione dell'anima. Stavolta, ai due manca quel dinamismo imploso con maggior eleganza nelle prove precedenti, e la funzione non aggiunge il dovuto sale all'impasto.

Ma è in "Voice Of Dust" che la faccenda torna a incupirsi a dovere. L'eccessiva piattezza (ri)lascia il posto a una carica percussiva dal timbro sciamanico. "Hashshashin Chant" ne è la prova lampante. E così, la stregoneria degli esordi si ritinge di nero pece. Tracce come "Viento De Levante" sono vere e proprie invocazioni malefiche, con tanto di tamburo killer e progressivo decadimento atonale. Nel complesso, è una non precisata pacatezza mistica a delineare i contorni del disco, evidenziandone con fermezza l'austerità scenica.
Al di là di qualche vuoto sostenibile, "Tryptich" segna l'impetuoso ingresso in pista di due futuri protagonisti dell'elettronica contemporanea.

(07/01/2011)

  • Tracklist
Forest Of Evil
  1. Forest Of Evil (Dusk)
  2. Forest Of Evil (Dawn)
  3. Quiet Sky (Bonus Track)

Liberation Through Hearing
  1. Caged In Stammheim
  2. Eurydice
  3. Regolith
  4. The Stars Are Moving
  5. Bardo Thodol
  6. Matilda's Dream
  7. Nothing But the Night 2 (Bonus Track)
  8. Library Of Solomon Book 1 (Bonus Track)
  9. Library Of Solomon Book 2 (Bonus Track)

Voices Of Dust

  1. Black Sun
  2. Hashshashin Chant
  3. Repository Of Light
  4. Of Decay & Shadows
  5. Rain & Shame
  6. Desert Ascetic
  7. Viento de Levante
  8. Leptonic Matter
  9. A Tale Of Sand
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