East Rodeo

Morning Cluster

2011 (Menart) | avant-rock

Per il terzo album, Alfonso Santimone, Alen e Nenad Sinkauz, Federico Scettri, in arte East Rodeo, puntano - in misura anche maggiore rispetto al predecessore “Dear Violence” - all’umore grigioso, al post-rock “volatile” dei Ulan Bator, alla liricizzazione alienata dei Fine Before You Came del 2006 (ma con esiti meno importanti).

Brani come “Trom” (chitarre statiche da una parte e batteria iperattiva in perpetuo controtempo dall’altra), “Crni Gad” (sincopi armoniche alla Slint che poi si appesantiscono in una jam jazz-rock dominata dalla sezione ritmica, continuata da “American Dream” fino al post-hardcore) e “Ballad Of LC” (un flipper techno-trance che battaglia con una nenia ambientale) portano la band sempre più distante dalle esibizioni burlesche, grottesche e circensi degli esordi, aumentandone la professionalità e riducendo di quel tanto l’immaginazione.

Questa strada porta in ogni caso la band italo-croata alle più sincere sperimentazioni. “939 Hz” è uno dei loro migliori schizzi dadaisti Peter Green-iani, una struttura concentrica formata da canto lirico-psicotico, jungle digitale e cacofonie su sfondo quasi-sinfonico. Quindi “Mrs. Cluster” fa la parte della danza irretita in caos industriale alla Pere Ubu, e “Brod” espone il limite ultimo della sua arte, una drone music rarefatta (e stilisticamente incerta). Completano il disco due ninnananne da camera con effetti come “Straws In Glass” e “Step Away From The Car” (più elaborata).

Mezzo-concept contraddittorio: il sound è realmente ambizioso. Le durate no, limitano anzi di quel tanto il significato visionario, l’impeto ritmico e le convoluzioni strumentali che la band si prefigge. E neanche l’uso degli ospiti, nientemeno che Marc Ribot (in “Crni Gad”, “Straws In Glass” e “American Dream”) e Warren Ellis (in “Step Away From The Car”), talmente amalgamati, filtrati e liofilizzati nell’interplay da udirsi appena. Pure le competenze strumentali si controbilanciano (sull’eccellente livello di bravura di tutti): il canto è spesso ininfluente, come in tanti act post-rock; la batteria è spesso spadroneggiante, come in tanti act post-rock.
Altre ospitate: Greg Cohen (doppio basso e “megaphone” in “Step Away From The Car”), ma pure Ivana Sajko (seconda voce in “Step Away From The Car”), e la produzione di Giulio “Ragno” Favero (anche ai “coltelli” in “Straws In Glass”). Edito dalla Menart, label - che si sostiene con la distribuzione di artisti commerciali - le cui produzioni non escono dalla Croazia.

 

(01/08/2011)

  • Tracklist
  1. Trom
  2. Mrs. Cluster
  3. Crni Gad
  4. 939 Hz
  5. Ballad Of LC
  6. Straws In Glass
  7. American Dream
  8. Step Away From The Car
  9. Re: Trom
  10. Brod
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