Poi un giorno, qualcuno farà la conta delle volte in cui le atmosfere esoteriche e misticheggianti di certi Pink Floyd di fine anni Sessanta sono ritornate a far sentire tutto il loro peso durante la storia del rock… Quel giorno, qualcuno si ricorderà, magari, anche degli Eternal Tapestry, che qui aprono con una "Ancient Echoes" che la dice lunga. Una lenta, sterile ascesa, talmente scontata che potete tranquillamente skippare dopo un minuto, un minuto e mezzo, anche perché – non temete! – ripetono il giochino subito dopo ("Cosmic Manhunt"). Le evoluzioni space-fusion di "Galactic Derelict" hanno già qualche ragion d'essere in più, anche se non si va oltre il solletico, come dei La Otracina della prima ora senza carburante e con tanta spocchia. Tornano poi quei Pink Floyd di cui dicevo poc'anzi e la noia riparte, questa volta sì… verso le stelle!
Alla fine, la cosa migliore è la copertina.
11/02/2011
Un’opera corale, profondamente immersiva, tra psych-folk ed ambient
Cambio di scuderia per la band psych-rock di Portland
Sedici schegge di elettronica kosmische, spoken word e psichedelia da camera
Un album apparentemente dimesso ma pieno di vita, che ci riconsegna una cantautrice in stato di grazia
Terzo lavoro per la band statunitense tra dark-folk e paesaggi sonori
Imprevedibili per natura e genetica, il trio londinese sfida l’etica dell’avant-rock
Shoegaze in salsa dark psych per la band inglese
Un lavoro luminoso, nobilitato dalle presenze di Paul McCartney, Robert Smith, Stevie Winwood, Benmont Tench, Bruno Mars e Chad Smith