"Quella che chiaman la maturità", per dirla con Guccini. Cos'altro pensare della nuova fatica in studio degli Home? Che i nostri sono cresciuti sotto ogni aspetto, pur rimanendo giovani dentro; che hanno messo a punto undici canzoni di altissimo livello, rivelando una volta per tutte la loro classe cristallina; e che, in fondo, la vita è fatta di certezze alle quali aggrapparsi, e una di queste – ormai è chiaro – risponde al nome del terzetto veronese. Il quale in "Eleven", forte di un'evidente ispirazione artistica nonché di un'esperienza pluriennale alle spalle, trasmette all'ascoltatore fin dal primo ascolto il divertimento di chi ama ciò che sta facendo, mescolando il power-pop e il rock'n'roll con un mood positivo. Ed è proprio questo il valore aggiunto del disco: la spensieratezza.
Un intento, quello di divertire se stessi e il proprio pubblico, che gli Home mettono in chiaro fin dal primo riff di "Cowards", al contempo abrasivo e leggero, veloce il tanto che basta per far scatenare gli arti inferiori al ritmo di riff al vetriolo contaminati dai White Stripes. Ed è solo l'inizio. "Do You Remember" sembra seguirne le orme, e invece a sorpresa si concede un ritornello da college band. L'impalpabile pop di "Love, Love Love" segna i confini di una ballata per giovani coppie che si riscatta con un ritornello un po' più pestato: in altre parole, l'esatto contrario di quanto descritto in precedenza.
Ogni pezzo è un potenziale singolo: bisogna solo decidere quale direzione intraprendere. "Soldier Of Love", ad esempio, preme sull'acceleratore in un crescendo nel quale si riconoscono influenze del già citato sodalizio di Jack White, ma anche di Black Rebel Motorcycle Club, The Hives e molti altri ancora. Perché in fondo gli Home sono di casa in molti territori musicali, purché distanti dall'Italia. E allora si continua con "There's No Need To Complicate This Life (Everything Is Gonna Be Alright)", beatlesiana dalla A alla Z, e la magnifica "Your Picture", un brano pop-rock come ormai ce ne capita di ascoltare sempre meno, la prova provata dell'equilibrio tra classe e attitudine rock raggiunto dal terzetto veneto.
L'ultima nota è più che altro di colore: "The Goonies 'R' Good Enough" è la cover di un antico, semi-dimenticato pezzo di Cyndi Lauper, qui opportunamente spogliato dell'originale sound anni Ottanta, nonché velocizzato e inasprito.
Con "Eleven" gli Home confezionano un altro lavoro sbarazzino, divertito e divertente, con il quale saltano a pie' pari il contesto nazionale per immergersi in sonorità di respiro internazionale, seppure non vi sia alcun elemento innovativo tra gli ingredienti di un disco quasi perfetto a livello formale. Vale il solito, consumato giochino: fossero nati a Leeds o a Brighton, anziché in riva all'Adige, non staremmo parlando di un gruppo confinato alla cerchia dei cultori del genere. Poco male: se il risultato è questo, non tutto il male vien per nuocere.
13/01/2012