Stephin Merritt

Obscurities

2011 (Merge) | pop

Vent'anni dopo il suo debutto, la penna di Stephin Merritt si è confermata una delle più interessanti del cantautorato indipendente a stelle e strisce. Amato da molti, odiato (o meglio, incompreso) da altrettanti, negli ultimi tempi il prolifico artista ha fatto parlare di sé grazie a una trilogia di album dei suoi Magnetic Fields, incisi per la Nonesuch senza utilizzare sintetizzatori, al contrario di quanto spesso accadeva in passato. Un pubblico più vasto ha avuto l'opportunità di conoscerlo grazie al suo fan (e che fan!) Peter Gabriel, che ha riletto "The Book Of Love" prima per la colonna sonora del film "Shall We Dance?" e in seguito per il suo album di cover "Scratch My Back".
A sigillare questo importante percorso è arrivato anche il documentario "Strange Powers", ritratto fedele e miniera di informazioni sul privato di Merritt (si va dal suo arrivo a New York al rapporto molto stretto con la madre, senza trascurare la lunga amicizia con la sua manager Claudia Gonson), sugli ascolti che più l'hanno più influenzato sin da piccolo e, soprattutto, su come compone e registra le sue "creature" - che, il più delle volte, prendono vita da appunti raccolti diligentemente in una serie di Moleskine.

Nell'era dei download e delle mille riedizioni con brani aggiunti, quella di raccogliere lati B, inediti e versioni alternative o difficilmente reperibili in un unico disco può apparire una scelta insolita e persino demodé. Appena ritornato alla Merge, l'etichetta che l'ha visto crescere fino al celebrato, mastodontico triplo album "69 Love Songs", Merritt sta registrando un nuovo album e nel frattempo si guarda indietro per la prima volta. Ovviamente lo fa a modo suo: "Obscurities" è un'antologia breve, disomogenea per natura, che raccoglie scampoli e persino qualche provino un po' grezzo e ingenuo.

Si parte con uno dei cinque inediti, "Forever And A Day", delizia acerba molto vicina nello spirito a "It's Only Time" (dall'album "i"). Una wedding song con un intrinseco messaggio politico ("Ti darò ogni colore dell'arcobaleno/ dicono che non si possa fare, ma loro che ne sanno?") che acquista un'inconsapevole nuova fragranza dopo le recenti notizie della legalizzazione del matrimonio tra coppie dello stesso sesso a New York. Rime baciate si susseguono tra il serio e il faceto ("You're my sine qua non/ and I'm a baritone"), mentre la voce di Merritt si accompagna all'ukulele in un minimale pop da camera. Segue uno dei pezzi migliori della collezione, "Rats In The Garbage Of The Western World" (il lato B di "All The Umbrellas In London"), che con la sua melodia avviluppata in un'elettronica sporca e a bassa fedeltà si ricollega immediatamente alla migliore new wave britannica.
"I Don't Believe You" è inclusa nella scarna veste originale insieme al suo retro, la sconnessa "When I'm Not Looking, You're Not There". La folkeggiante early version di "Plant White Roses" farà certamente gola ai fan, se non altro perché fu incisa da quei Buffalo Rome che dei più noti Magnetic Fields hanno rappresentato la primissima incarnazione. L'ironica "Rot In The Sun" proviene dal repertorio dei 6ths (dal singolo "Heaven In A Black Leather Jacket") ed è una delle poche loro tracce cantate dal loro autore - al contrario, per esempio, di "Yet Another Girl" (finora disponibile solo nell'edizione in vinile di "Wasps' Nests") cantata da Stuart Moxham - già voce e mente dei gallesi Young Marble Giants.

Affascinante e naif il provino casalingo di "Scream (Till You Make The Scene)", citato anche durante il film "Strange Powers" e contraddistinto da un canto biascicato, da suoni di chitarre sintetizzati e da qualche accenno di feedback, che anticipa quello che poi sarebbe avvenuto con "Distortion", omaggio ai Jesus and Mary Chain. "The Sun And The Sea And The Sky" era inizialmente destinata a "69 Love Songs" ma fu lasciata fuori all'ultimo momento (a detta di Merritt non è propriamente un brano romantico).
Col passare dei minuti si ha la netta impressione che la seconda metà di "Obscurities" sia qualitativamente più altalenante della prima, infarcita com'è di esperimenti non riusciti - l'amatoriale "Beach-a-Boop-Boop" e il synth-pop saltellante di "You Are Not My Mother And I Want To Go Home" (unico brano che rappresenta i Gothic Archies) sono caramelline aspre, mentre "The Song From Venus" è ciò che rimane di un musical composto con Lemony Snicket (Daniel Handler) e mai ultimato. Da sempre a Stephin Merritt piace scambiare ruoli e generi ai suoi vocalist, facendo cantare testi scritti da una prospettiva maschile ad interpreti femminili e viceversa. Questo gioco riesce nella versione di "Take Ecstasy With Me" (ripresa dai !!! nel 2005) cantata da Susan Anway e fino ad ora disponibile solo in una compilation, "Oh Merge".

I motivi d'interesse ci sono, ma non sono tutte gemme quelle che emergono oggi dall'oscurità dei cassetti e degli archivi. Non ci si aspetti una raccolta completa - non ci sono, per esempio, brani incisi per altre etichette (come "The Meaning Of Lice", da una compilation della 4AD dedicata alle dieci piaghe d'Egitto, e "Le Tourbillon") e in scaletta non trovano posto cover (ad esempio non c'è traccia della sua versione di "Not One Of Us" di Peter Gabriel, che dovrebbe, presto o tardi, entrare a far parte del progetto "I'll Scratch Yours", né del suo strano rifacimento di "Heroes" di David Bowie). Si prenda dunque "Obscurities" per ciò che è: una pubblicazione interlocutoria buona per recuperare dal mucchio una manciata di pezzi minori solo per modo di dire.

(11/10/2011)

  • Tracklist
  1. Forever And A Day
  2. Rats In The Garbage Of The Western World
  3. I Don't Believe You (7-inch Version)
  4. Plant White Roses (Buffalo Rome Version)
  5. Rot In The Sun
  6. The Sun And The Sea And The Sky
  7. Yet Another Girl
  8. Scream (Till You Make The Scene)
  9. The Song From Venus
  10. Beach-a-Boop-Boop
  11. When I'm Not Looking, You're Not There
  12. Take Ecstasy With Me (featuring Susan Anway)
  13. When You're Young And In Love
  14. You Are Not My Mother And I Want To Go Home
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