Magnetic Fields

Distortion

2008 (Nonesuch) | noise-pop

di
Aneddoto. Un giorno un giornalista chiese a Stephin Merritt: "Mr. Merritt, ma lei si vedrebbe in futuro a fare un solo genere musicale?". E lui: "Certo, ma sarebbe un genere del tutto casuale, come quando David Byrne fece il suo mambo-album. Mi vedo tantissimo per esempio a fare un disco exotica".
"Distortion", però, non è un disco exotica, sono i Jesus & Mary Chain che fanno bubblegum. Il tema narrativo, il concept artistico, stavolta non è nel significato delle canzoni come fu per "69 Love Songs", né nella lettera i come in "I", ma è negli arrangiamenti: feedback, riverberi, echi di lunghi accordi elettrici suonati troppo vicino all'amplificatore. Distorsione, appunto. Il lettore più esperto ha già fatto l'equazione: shoegaze. Ma un artista che ha come modelli Phil Spector, Irving Berlin e qualche autore dimenticato che faceva southern pop cinquant'anni fa non può fare una musica da adolescenti con i piedi per aria.

Ecco come è andata. Mr. Merritt ha letto un libro sulla storia dell'eco e del riverbero (si tratta di "Echo & Reverb - Fabricating space in popular music recording 1900-1960" di Peter Doyle, Paperback, 2006). E' discusso chi abbia per primo "inventato" la distorsione, ovvero l'uso di avvicinare troppo la chitarra all'amplificatore per ricavarne un suono che la maggior parte delle persone percepisce come sgradevole interferenza (secondo l'opinione maggioritaria fu Ike Turner, r.i.p.), ma quel che è certo è che la storia della musica, da quel momento, cambiò. Si tratta dell'ennesimo esempio di come l'innovazione tecnologica modifica la musica, offrendo agli artisti altre sfumature espressive: Merritt ha ragione quando dice che "Heartbreak Hotel" senza riverbero perderebbe tutto il suo appeal, tutta quell'aura di malinconia che le ha dato la fama che ha.

Merritt conosce il potere della distorsione, ci gioca, la sperimenta sulle sue canzoni, che però sono e rimangono quelle dei Magnetic Fields, instant classics del pop, gioielli del songwriting. Così la distorsione non produce solo l'effetto dreamy dello shoegaze, ma crea magicamente un'atmosfera nostalgica, vagamente malinconica, invernale, quasi vecchio juke-box. La patina di stratocaster di "Old Fools", il solenne rimbombo dell'inno alla sbornia "Too Drunk To Dream", fino a "Three-Way": la personale "Speed Of Life" dei Magnetic Fields, una specie di inno nazionale del power-pop, e tutti gli Architecture In Helsinki di questo mondo non possono farci nulla.

Questo disco piacerà molto ai fan del lo-fi, e soprattutto ai fan del Merritt lo-fi di dieci anni fa (i Magnetic Fields di "The House Of Tomorrow" e "Holiday"), ma non è lo-fi. Buttate gli auricolari, o le canzoni vi sembreranno solo un ronzio modulato. Casse e cuffie extra-bass rivelano un lavoro certosino di registrazione e montaggio di migliaia di echi: tutto è distorto, dal pianoforte alla batteria, come se i musicisti suonassero dentro a un grosso tubo. In cima al tubo, l'ascoltatore, letteralmente investito da una spirale di feedback e distorsioni in base a qualche principio fisico dell'amplificazione dei suoni come dei sentimenti: tutta la comunicatività del Merritt autore è qui amplificata e distorta, diventa qualcosa per palati esperti oppure, a seconda dei punti di vista, per bevitori di lunga data.
Sui testi non dirò volutamente niente. Ci vorrebbero altri due paragrafi per rendere giustizia a un artista che se esistesse un premio per il migliore paroliere dell'anno, lo vincerebbe ogni anno per ogni disco che pubblica, e ad honorem per tutti gli altri anni fino alla fine dei tempi.

"Distortion" suona così originale non perché privo di referenze (anzi), ma perché, in una certa maniera, è fuori moda, oltre la moda. L'interpretazione autentica di questo concetto è: "Qualcosa che non suoni come nient'altro, ma in qualche modo rimanga dentro la tradizione del pop".
Sarebbe il disco dell'anno 2007, se solo non uscisse il 15 gennaio.

(31/12/2007)

  • Tracklist
  1. Three-Way
  2. California Girls
  3. Old Fools
  4. Xavier Says
  5. Mr. Mistletoe
  6. Please Stop Dancing
  7. Drive On, Driver
  8. Too Drunk To Dream
  9. Till The Bitter End
  10. I'll Dream Alone
  11. The Nun's Litany
  12. Zombie Boy
  13. Courtesans
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