Lawrence Arabia

The Sparrow

2012 (Bella Union)
alt-pop

Un disco di Lawrence Arabia (vero nome James Milne) non è adatto a chi vuole affidare alla musica la svolta della propria vita. "The Sparrow", come i due precedenti album, non azzarda alcun tentativo di evoluzione del pregevole pop cui ci ha abituati l'autore neozelandese: in verità, le nove tracce del nuovo progetto sembrano rinunciare all'immediatezza per una più elaborata costruzione degli arrangiamenti, tant'è che le armonie restano pulite e brillanti ma non ammaliano al primo ascolto.
"Early Knescappings" è l'esempio più evidente della strada intrapresa da Lawrence Arabia: archi dal fascino sinistro si uniscono al nervoso insieme di piano e ritmi shuffle, che creano un groove ipnotico nel quale svolazzano le ambizioni più nobili ed emozionanti dell'autore.

Come in "3" di Scott Walker, c'è un'evidente volontà di fuggire dalla solarità per una lettura più introspettiva - il piano è padrone della tenuta armonica dell'album. Ed ecco che in "Bicycle Riding" si ripete l'incontro tra neoclassicismo e canzone d'autore, con una malinconia che non trova mai pace o fine.
I riff contagiosi che caratterizzavano "Chant Darling" non sono scomparsi: il fascino anni 50 di "Travelling Shoes" e il folk-pop-blues di "Lick Your Wounds" sono esattamente quello che ci si aspetta di ascoltare da Lawrence Arabia, anche se i fiati svogliati della seconda annunciano le piccole rivoluzioni di "The Sparrow".

Nonostante un pop meno brioso, la grazia e la leggerezza sono ancora intatte. "The Bisexual" e "The 03" hanno la malizia giusta per affondare dopo più ascolti, e la ballata pianistica "Legends", che chiude l'album, si affida a John Lennon e Gilbert O'Sullivan per ricordarci la sua devozione alla grande tradizione del pop inglese.

30/07/2012

Tracklist

  1. Travelling Shoes
  2. Lick Your Wounds
  3. The Listening Times
  4. Bicycle Riding
  5. The 03
  6. Early Kneecapping
  7. The Bisexual
  8. Dessau Rag
  9. Legends

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