Un candido, soffuso tappeto di synth. Una linea vocale indolente. La scansione acida che va di rimandi krauti. E’ “The Bloom”, traccia numero uno di questo Ep con cui i Lumerians propongono un piccolo bignami del loro sound, colto anche nel suo radicarsi più soffuso dentro le solite parvenze Sixties (“Wintersong”).
Deliziose declinazioni tribali in salsa acida (“Tawazula”) e bizzarre pulsioni intergalattiche completano questi tredici minuti e rotti che vanno giù come un bel bicchiere di acqua fresca sotto un sole rovente.
26/12/2012
L'intrigante modernariato psych della compagine californiana
Esordio sulla lunga distanza per il quintetto californiano, tra visioni estive, deragliamenti kraut-rock e ipnosi acide
Brani più lineari nel ritorno del collettivo californiano
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese
L'album dei ricordi dell'ex War On Drugs non sfugge ai cliché
Coerenza e immutata credibilità per un ritorno atteso quindici anni
Dalle notazioni di Sylvain Chauveau prende le mosse un itinerario elegiaco di suono e silenzio