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Threads

2012 (Trans) | emo pop-rock

Impercettibili contrazioni atriali e violenti spasmi muscolari; pulsanti vasi sanguigni si estendono indefinitamente nell'oscurità illuminata di rosso. Disegnano "Threads", trame di un pop-rock viscerale, confezionate sotto il marchio ben riconoscibile di Chris Walla.
Il trio di Minneapolis arriva infatti all'esordio su Lp con un disco che alla carriera dei Death Cab For Cutie deve tantissimo, forse fin troppo, eppure fa da contraltare allo stato asfittico dell'ispirazione di Gibbard e soci. Sicuramente questa leva nostalgica avrà convinto Walla a produrre il disco,  facendolo immedesimare nel sé di qualche anno fa.

"Threads" potrebbe essere facilmente, infatti, il raccordo tra la prima e la seconda parte della carriera dei DCFC: sound e composizione sono direttamente ispirati alla band di Seattle ("Prehistoric" e "Lucie, Too" su tutte), seppur privati di eccessive complessità (non si vedrà mai una "Death Of An Interior Decorator" da queste parti, probabilmente). Se però della vocetta da Juno della frontwoman e cantautrice del gruppo Cacie Dalager si può pensar male, così come dei suoi testi, pallido ricordo della letteratura adolescenziale di Gibbard, non lo stesso si può dire del suo istinto melodico, che Walla sfrutta al meglio con un grande lavoro sulle canzoni.
Queste ultime ricordano il meglio della sua band, con un sound "fisiologico" che sembra riprodurre gli ingranaggi del corpo umano, le aritmie ventricolari e il formicolìo della vita intracellulare della batteria, il basso che guida lo scorrimento del sangue, la chitarra che simula il contrarsi dei muscoli, fino alle esplosioni adrenaliniche che sono racchiuse, tuttavia, nelle confinate possibilità umane (si veda la lenta espansione del giro di banjo di "Colony").

Il lavoro di Walla nobilita senz'altro, ma bisogna dare credito alla band e alla Dalager per aver messo insieme dodici canzoni senza battute d'arresto, cosa ormai rara. Là dove i mezzi espressivi del gruppo non possono arrivare, ci pensano o un'urgenza espressiva ancora viva (anche questa sembra essere merce rara presso le giovani band), o gli accorgimenti di Walla (in "Thread", improvvisamente ravvivata, e nel crescendo di "Magnet").
Insomma un viaggio nelle emozioni informi, ancora da comprendere di un'adolescente, Cacie Dalager, un mondo forse acerbo e per questo ancora insapore, ma che sa far risuonare corde interne di un'attraente solitudine, che probabilmente non moriranno mai.



School Friends

(12/03/2012)

  • Tracklist
  1. The Pull
  2. Prehistoric
  3. Lucie, Too
  4. Dead Oaks
  5. Oh. Hi.
  6. But I Do
  7. Separate Rooms
  8. Thread
  9. Wolf
  10. School Friends
  11. Colony
  12. Magnet
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