THE EXPLORERS CLUB - Grand Hotel

2012 (Rock ridge music)
beach boys sound

Sto cercando di immaginare il volto degli ignari clienti di un negozio di dischi (esistono ancora, credetemi), che dopo aver comprato “Grand Hotel” scoprono con terrore che gli Explorers Club in questione non sono il supergruppo prog-metal dei fratelli Gardner, ma un quintetto pop innamorato del surf e dei Beach Boys.

Anche se i fratelli Wilson & co. hanno lasciato un segno nella storia del rock, è indiscutibile che una dose eccessiva di zuccheri possa risultare indigesta per i fan dell’hard-rock.

Purtroppo il nuovo album degli Explorers Club non ha le credenziali per entusiasmare neppure i seguaci del pop americano: “Grand Hotel”, pur proseguendo nel solco dell’esordio “Freedom Wind“, non possiede quella patina di piacevole deja-vu dell’esordio che aveva sollevato molto entusiasmo.

La ricerca di quel sound si è tramutata in un’operazione calligrafica per il gruppo del South Carolina, che beneficiava nel precedente capitolo di una serie di piacevoli melodie che garantivano l’effetto vintage e conquistavano per la loro freschezza. La ricerca di altre fonti sonore e di uno spettro più ampio, che anima le canzoni del nuovo lavoro, ridimensiona il loro profilo stilistico: le nuove fonti di appropriazione indebita hanno il nome di Burt Bacharach, Jimmy Webb, Walker Brothers, The Association, ma il caos si è impadronito della scrittura e “Grand Hotel” risulta solo un pasticcio pop-kitsch.

Non è sufficiente la presenza dell’ingegnere del suono dei Beach Boys Mark Linnett a garantire il risultato. Basta ascoltare “Run Run Run” per capire cosa non va in questo progetto: il brano scivola verso il pop-soul degli Swing Out Sisters senza averne lo spessore, la prestazione vocale è imperfetta e tutto assomiglia ai disperati tentativi passati degli stessi Beach Boys di riesumare i loro cliché.

Canzoni i cui titoli sono già di per sé una copia della copia, come “Bluebird” e “Summer Days, Summer Nights” che sono rovinate da arrangiamenti sciagurati tra suoni da balera-matrimonio e spernacchiamenti di synth, mentre “Anticipatin'” e “Go For You” sono talmente insipide da risultare irritanti.

Le sonorità di “Grand Hotel” soffrono della normalizzazione che spinse il rock’n’roll e il beat verso il mainstream Aor; il gruppo, inoltre, nel preferire le voci soliste ai cori che caratterizzavano “Freedom Wind” perde molte suggestioni, che si rinnovano solo nei due episodi migliori, ovvero “It’s You” e ” Sweet Delights”.

Un album deludente, nel quale resta da salvare la curiosa copertina e qualche sprazzo orchestrale in stile bacharachiano, ma, a chi spera di avere tra le mani i nuovi Wondermints, consiglio di volgere lo sguardo altrove. Qui non troverete traccia della loro perizia tecnica e nemmeno la freschezza di altri devoti ai Beach Boys come Brent Cash o il fascino romantico dei Pearlfishers. Il “Grand Hotel” degli Explorers Club è solo un simpatico bed & breakfast.

11/08/2012

Tracklist

  1. 1. Run Run Run
  2. 2. Anticipatin'
  3. 3. Bluebird
  4. 4. Grand Hotel
  5. 5. Go For You
  6. 6. Any Little Way
  7. 7. It's No Use
  8. 8. Sweet Delights
  9. 9. I've Been Waiting
  10. 10. It's You
  11. 11. Acapulco (Sunset)
  12. 12. Summer Days, Summer Nights
  13. 13. Weight Of The World
  14. 14. Open The Door

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