Winterpills

All My Lovely Goners

2012 (Signature) | chamber folk-pop

I Winterpills sono la classica band statunitense che, in anni e anni di onesta gavetta e di celebrazioni da parte dei critici, può vantare al massimo qualche apparizione in apertura per qualche nome importante (Grant Lee Phillips, St. Vincent e Mountain Goats nel loro caso). Così, dopo una serie di promesse disattese, o si perde l'abbrivio e, con esso, la coesione interna della band (si veda alla voce "Carissa's Wierd") oppure ci si prova coi propri mezzi.
Il quintetto del Massachussets autoproduce i propri lavori fin dall'inizio, ma in questo quinto "All My Lovely Goners" sceglie di suonare esattamente come una band appena scritturata da un'etichetta di rilievo, barattando un po' dell'ascetismo espressivo della propria carriera con una pienezza non solo sonora.

Uno schiudimento musicale ben rappresentato dall'iniziale "We Turned Away", che lascerà un po' di stucco coloro che conoscono il percorso del gruppo, con la maestosità dei suoi movimenti d'archetto, il fare quasi messianico del mantra armonico, inflessibile che sostiene il pezzo. Tutti subito si precipiteranno a bersagliare questi nuovi emuli dei Fleet Foxes, o degli Other Lives, come se fossero dei nuovi arrivati.
I riferimenti di Philip Price e compagni si rivelano in realtà molto presto, superata la digressione iniziale. Lo stile compositivo, il registro canoro del frontman di Northampton, Massachussets, ricorda molto da vicino il Mat Brooke epoca Grand Archives, sia che imbastisca scorrazzate primaverili, alla CSN&Y, nella bella "Amazing Sky", singolo di rango, o che si unisca alla sua Jenn Ghetto, la tastierista Flora Reed ("Fleur-de-luce"), in dolci, trasognate armonizzazioni nella carezzevole psichedelia emo di "Pretty Girls", o che si produca nelle roots rallentate di "Small Bright Doses".

"All My Lovely Goners" perde insomma un po' dell'urgenza emotiva della scorsa produzione dei Winterpills (consigliatissima), in nome di un disco che ammicca fortemente all'easy listening, seppur sulla scorta del grande gusto e dell'esperienza della band, come dimostrato come gli echi di "Rumours" in "Dying Star" e degli struggenti Simon & Garfunkel di "Feather Blue".
Insomma, un disco che mette da parte ponderosità e anche un certo orgoglio minimalista, per lasciarsi ascoltare, per lasciare che l'ascoltatore si rifocilli gustandosi le rifiniture degli arrangiamenti, una trama perfettamente intessuta (a volte più valida della canzone stessa). Pur senza l'appoggio di un'etichetta di grido (e vedremo quanto valga ormai) e con un disco che non si può dire il più ispirato dei loro, questo potrebbe essere finalmente l'anno dei Winterpills.

(25/02/2012)



  • Tracklist
  1. We Turned Away
  2. Amazing Sky
  3. Small Bright Doses
  4. Rogue Highway
  5. Pretty Girls
  6. January Rain
  7. The Sun Is Alone
  8. Minxy
  9. October
  10. Dying Star
  11. Fleur-De-Luce
  12. Sunspots (Ruins)
  13. Feather Blue
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