Wishmountain

Tesco

2012 (Accidental) | musique concrète, micro-techno

Un energy drink, un celebre caffè solubile, due marchi di pancarré, un succo di frutta, una barretta di cioccolata al latte, patatine Walkers, carta igienica e ovviamente il brand dei brand, Coca Cola. La breve lista dei prodotti più venduti nella più popolare catena di supermercati in Europa come cartina di tornasole dello status quo di una buona fetta di società – anglosassone e non – da una parte, macabro espediente per comporre techno music da sottoporre a quello stesso target dall’altra.
Fresco dello scandalo sollevato tra gli ambientalisti a ridosso dell’uscita di “One Pig” (che chiudeva lo scorso anno la controversa trilogia “One”), Matthew Herbert torna a intrecciare nella sua maniera unica arte concreta declinata al clubbing e una forte, pressante, componente concettuale, frutto di una coscienza socio-politica lucidissima, da sempre fonte nella stessa percentuale di sdegno come di creatività.

Confermata la ben nota avversione per le drum machine, dunque, anche questa volta Herbert rammenda un album in cui ogni singolo suono di cui si compone scaturisce da oggetti e loop. Percossi, accartocciati, soffiati, lasciati cadere, torturati e registrati in vario modo, con il solito complesso apparato di microfoni al seguito. Nascono così improbabili melodie plastiche (“Lucozade”), groove micro-house (“Nescafe”, “Kingsmill, Hovis & Warburton”) e numeri simil-electro dal retrogusto raccapricciante (“Walkers”).
Far oscillare gambe e piedi e un attimo dopo inorridire e sconcertare. In fondo è questo l’effetto che ormai da quasi un ventennio Herbert cerca (e spesso trova) in chi capiti all’ascolto dei suoi baccanali concreti.

La sfortuna di “Tesco” è semmai quella di arrivare ultimo, in ordine di tempo, in fondo a una lista impressionante di capolavori che di quest’arte hanno già scritto e ribadito il manifesto, partendo dal seminale “Wishmountainisdead” fino ai brillanti duetti con Dani Siciliano.
Se a venire meno quindi è l’effetto novità, restano intatti invece gli stimoli e le riflessioni che il genietto di Exeter è ancora in grado di innescare tra i solchi della sua techno spigolosissima, rivelandosi una volta in più uno degli interpreti più acuti delle tensioni globalizzate.

(10/12/2012)

  • Tracklist
  1. Lucozade
  2. Nescafe
  3. Kingsmill, Hovis And Warburton
  4. Fruit Shoot
  5. Dairy Milk
  6. Walkers
  7. Andrex
  8. Coke


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