Crimea X

Another

2013 (Hell Yeah) | electro-house

Dopo Corrado Nuccini (oltre al suo progetto solista che ha fruttato “Matters Of Love And Death”, 2006, ci sono anche varie collaborazioni, tra cui quella del 2012 con Emidio Clementi), Luca Di Mira (suo il moniker glitch-ambient Pillow), e il fuoriuscito Alessandro Raina (dal 2007 con gli Amour Fou), in casa Giardini Di Mirò tocca anche a Jukka Reverberi varare la carriera parallela.
Crimea X nasce dall’intersezione del chitarrista emiliano e la produzione di Dj Rocca, già con Maffia Sound System, Ajello, Super Sonic Lovers. Il loro primo disco è “Prospective” (Hell yeah, 2010), un concentrato di gelido ma ben architettato synth-pop che spesso vira alla lounge-techno (“10 PM”, “December”) o alla hit passatista (“Jurij”).

Dopo un albo di remix (“Re:Prospective”, 2012) esce la loro opera seconda “Another”, una raccolta che mette in luce le componenti facili della ricetta: canto e riferimenti riconoscibili. Così “Essential” è french-touch di pura regressione, “Haunted Love” imitazione di imitatori (i Junior Boys, a loro volta imitatori dei New Order), “Floordance Track” una cartolina disco dai 90, e “Dream Is Gone” evoca spudoratamente Planet Funk e Faithless.
“Portable Water”, invece un incalzante quasi-minimalismo elettronico (cfr. i remix di Steve Reich del 99) con linea ritmica in downtempo mediamente sincopata e coacervo di synth - e niente canto - è l’ovvio standout.

“Portable Water” dà anche nuova linfa all’opera, con la jam danzante stereotipata ma cromatica (djembè, marimba, flauto) di “I Feel Russian”, a guidare all’elettro-disco funk spaziale con sapide invenzioni strumentali di “Yev”, e poi alla techno crepuscolare e dal mood quasi fatalista Simple Minds-iano di “A Present”. La seconda parte, quasi del tutto strumentale, contrasta limiti e punti di forza del progetto in un sol colpo.

Parata di plagi, imitazioni e ruberie, con un canto tuttalpiù inutile e inespressivo: può vantare, a seconda di come lo si vede, uno stile vecchio, una certa superficialità nelle suggestioni barocche, o un insieme di cliché attentamente scolpiti. Missato (“somewhere in Bergen”) con mano sicura da Bjorn Torske, già produttore house e collaboratore di Royksopp e altri soloni della scena norvegese. Preceduto dal disco di remix “Vannji” (Hell Yeah, 2013), in cui remixano, tra gli altri, A Classic Education, Bremen, Banjo Or Freakout, lo stesso Torske, e restituiscono il favore di “Re:Prospective”.

(08/05/2013)

  • Tracklist
  1. Essential
  2. Floordance Track
  3. Haunted Love
  4. Dream Is Gone
  5. Portable Water
  6. I Feel Russian
  7. Yev
  8. A Present
  9. Summer Rain
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