Minilogue

Blomma

2013 (Cocoon) | elettronica

In un mondo di grandi passioni e slanci verso una forma techno nichilista che ha fatto suo il motto "No future", rivelando al mondo ogni mese qualcuno a cui affidare le proprie angosce, sembra difficile trovare ancora produttori che sappiano non solo svolgere il compito, ma dare una lettura profonda e personale della techno come produzione di musica deformata dal tempo e che a sua volta lo modella. Surgeon, per citare un esempio­, ha intrapreso sotto questo punto di vista un percorso che fa degli elementi narrativi un elemento secondario, in favore di un contenuto solido e strettamente legato alla ricerca di un linguaggio personale.

Henriksson e Mullaert dopo lo stupendo “Animals” continuano a insistere su una tradizione recente, scontrandosi volutamente con i recinti del minutaggio, del groove, dell'effrazione emotiva che i loro colleghi definiscono come campo d'azione ben delimitato. “Blomma” è un disco di ampissimo respiro techno, che riprende significati più vicini al mentalismo, alla cura dello spettro dei suoni, una guarigione che passa attraverso il tempo necessario per creare canzoni che si trasformino e tocchino tutti i limiti che possono raggiungere tra dub-techno, ambient, field recordings e minimalismo. Ogni sua traccia è un micro-universo in espansione, un gioco di specchi sui cui stendere il proprio karma.

Gli svedesi ricamano con cura le varie ondulazioni in una sorta di fluttuazione cerebrale virtualmente tesa all’infinito. C’è spazio per tutto e il contrario di tutto. L’importante è non farsi prendere dalla foga e da una certa mania di grandezza. Del resto, non ce n’è davvero bisogno. Così, i due piccioncini si esaltano dilatando il suono con tocchi vagamente jazzy ("Nor Coming Nor Going"), mentre in alcune zone aumentano le spinte propulsive votate alla scappatoia di turno (“Existensberättigande”), espanse fino al midollo nel crescendo emozionale di "Everything Is All You've Got".
Ma è nella lunghissima distensione (semi) atonale di  “E de nån hemma?” che i Minilogue delineano a fondo la propria idea di ritmo, imbastendo col contagocce una danza il cui lo sciamano ha il cravattino al posto delle piume. Un viaggio di quarantacinque minuti nei meandri di una giungla post-moderna. Stesso dicasi della fluttuante “Mellan Landet”, il cui piano sfasato insegue traiettorie latine, a tratti quartomondiste, inscenando un mantra dall’imperscrutabile bagliore.

Nel finale, “Evaporerar Ut Från Sitt Gömställe” chiude in chiaroscuro e a rilento, quasi a voler suggerire la volontà dei due produttori di sgomberare la mente dell’ascoltatore, liberandola per l’ultima volta dal mondo esterno e da quel senso di vuoto che comprime i sensi.
Aprire le porte e gettare le chiavi. Grazie.

(18/01/2014)

  • Tracklist

1. Everything Is All You've Got
2. Atoms With Curiosity That Looks At Itself And Wonder Why It Wonders
3. Forgotten Memories
4. Existensberättigande
5. Nor Coming Nor Going
6. E de nån hemma?
7. Mellan Landet
8. Evaporerar Ut Från Sitt Gömställe

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