Alla lunga fila di dischi pubblicati dal misterioso duo Njiqahdda, bisogna aggiungere “Serpents In The Sky”, disco che accentua ulteriormente il distacco dalla stagione del consigliatissimo “Njimajikal Arts”, intrisa di umori doom e landscapes ambientali. Qui, invece, siamo in pieno clima blackgaze, tra squarci sludge, voli psichedelici e una produzione più cristallina.
Il biglietto da visita si chiama “Gaia” e conferma proprio questa volontà di rifinire un sound non lontano da certe evoluzioni Agalloch ed Altar Of Plagues, come conferma l’epos malinconico di brani quali la title track, “The Veil of Allaeius” o “With Clouds”.
Quando, poi, l’equilibrio tra pathos evocativo e furia si rompe, allora si fanno i conti con brani come “She Which Water Holds” e “…And the Men Behind the Sun”, dove il minutaggio (insieme, vanno a coprire oltre ventinove minuti!) non sempre è giustificato, visti i risultati complessivamente nella media. In ogni caso, gli appassionati del genere si facciano pure avanti, perché troveranno quello che si aspettano…
01/02/2013