Polvo

Siberia

2013 (Merge Records) | alt-rock, noise-rock

A quattro anni da “In Prism” (Merge, Records 2009), dopo lo scioglimento nel 1998 e la reunion nel 2008, i Polvo tornano con “Siberia”, mixato dalle sapienti mani di Brian Paulson (Slint, Wilco, Superchunk) e Mitch Easter (Rem, Pavement).
Dagli anni Novanta la band di Chapel Hill-North Carolina dei chitarristi virtuosi Ash Bowie e Dave Brylawski porta avanti una ricerca fatta di noise e psichedelia rock, che gioca sugli equilibri (e equilibrismi) della forma-canzone. Ricerca che condividono con band come i Motorpsycho, spesso liquidata velocemente come “alternative”.

I produttori si dividono esattamente a metà le tracce del disco: il preludio musicale di “Total Immersion”, acido e distorto, dichiara intenti bellicosi (Paulson); mentre dal secondo brano i Polvo si distendono regalando funambolici incastri di riff e arpeggi tra la psichedelica e il math-rock con qualche eco di Oriente, forse quel luogo dove “Blues Is Loss” (Easter). Le sonorità orientali ritornano anche in “Ancient Grains” e in “Anchorless”, acustiche o sature, soprattutto nel giro finale del disco, ripetuto come un mantra ipnotico, e rotto solo dalla chiusura della batteria.
Un disco di meditazioni, molteplici ascolti assimilati e rielaborati in un rock personale e riconoscibile. Alcuni guizzi di chitarra ci riportano alle loro influenze, come i Dinosaur Jr. in “Light, Raking” (“It’s no joke when you’re chasing the bus/ growing older in a college town”) salvo poi aprirsi a divagazioni strumentali quasi accostabili ai Queen (“Clarity may come when it's too late to care/ always a light, raking through a summer sky”). Quando si pensa di ascoltare qualcosa di familiare o “già sentito”, i Polvo ti portano improvvisamente in un altro territorio, sia quello del rock americano o della psichedelia.

Dentro “Siberia” c’è tanta testa. La produzione a più mani è magistrale e nel complesso fin troppo eclettica. Il disco richiede più ascolti per apprezzarne a pieno la raffinatezza, ma emotivamente lascia un po’ interdetti. Ci sarebbe piaciuto qualche pezzo più debordante come “Total Immersion” a scompigliare ogni tanto un album architettato così meticolosamente.

(19/01/2014)

  • Tracklist
1. Total Immersion
2. Blues Is Loss
3. Light, Raking
4. Changed
5. The Water Wheel
6. Ancient Grains
7. Some Songs
8. Anchoress
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