Un’ambientazione fioca, un registro sempre più abbozzato – che sembra sottintendere un più severo e riflessivo impianto concettuale – sembrano le caratteristiche del nuovo album dei Tunng, un disco che non si concede quasi mai ai più solari motivi della carriera della band inglese, ma resta preda di oscure visioni (“Heavy Rock Warning”) e groove irrisolti (“The Village”).
Tra schegge tribali (“So Far From Here”) e riff sbocconcellati Vernon-iani (“By This”), “Turbines” tradisce una sempre più prevalente impronta psych, una cupa maturità del sound che non si riflette però nella composizione, nella quale si fatica a distinguere tra ricercatezza e cali di ispirazione (“Embers”, la filastrocca trip-hop di “Trip Trap”).
In definitiva, un disco dal tono solenne, complessivamente spento, grigio come il pallido tono pastorale delle sue armonizzazioni.
10/07/2013
Non solo folk-tronica nel terzo album della band inglese
La band inglese rimescola le tessere del proprio collage di tradizione e stramberie folktroniche
Dopo undici anni il gruppo inglese rimette insieme tutti i pezzi perduti o abbandonati
Un racconto a più voci sulla morte e sul dolore che scaturisce dalla perdita, per i maestri della folktronica
A vent'anni dall'esordio, il gruppo folk inglese è ancora ispirato e brioso
Meiburg e compagni ritrovano l’essenza del loro percorso
Blues scarno, meditativo e ipnotico per il musicista romano
Un disco black metal dalla forte impronta pagan-folk, per un viaggio attraverso le leggende bretoni
La band canadese torna in scena con un aromatico pop psichedelico
Un commovente percorso di redenzione, tanto spirituale quanto artistica
Il reticolo fluviale folk-metal del progetto di Brasilia
Quando il black metal si dissolve dentro un incubo jazzato
Un ritorno all’autoproduzione che condensa irriverenza, melodie oblique e arrangiamenti brillanti, confermando un'intatta vitalità creativa