Il progetto di
Giovanni Mori, Le Cose Bianche, sta riuscendo nel difficile compito di continuare la tradizione sadica e sperimentale dell’anti-musica noise e
power-electronics italiana pubblicando una produzione felicemente bulimica di cassette e Cd-r. Un iperattivismo che lo vede ora collaborare con fondamentali figure della scena come
Eraldo Bernocchi dei
Sigillum S nel progetto Mangiati Vivi e esponenti di Wertham,
MMM, Uncodified e molti altri nel prossimo lavoro intitolato “Pornography Should Not Be An Illusion”.
Qui ci troviamo di fronte a un oggetto raro che difficilmente avremmo potuto pensare di vedere e toccare: la pubblicazione di materiale inedito da parte di Roberto Marinelli, aka Laxative Souls, progetto marchigiano tra i più importanti della scena estrema industriale degli anni 80, con capolavori come le tape “Twist And Decease“ e “Desinfektionsraum“.
“Chrome Ti Vi Transparencies” è composto del remix dii 2 registrazioni risalenti alla fine del 1984
realizzate come accompagnamento-colonna sonora per proiezioni di diapositive ottenute distorcendo e filtrando i colori di immagini televisive colte in imperfetta sintonia.
Quella che “subirono” i partecipanti delle due serate organizzate nel successivo 1985 fu una magnifica invasione di sovrapposizioni distorte, un lavoro di analogica follia controllata che ben segue lo stile industriale più estremo e tendente al
power electronics di Marinelli, che ci fa rimpiangere la brevità di questo progetto, sicuramente tra i più interessanti della scena nascente di quel periodo. Inutile fare raffronti con altri esponenti come
Maurizio Bianchi o
Pierpaolo Zoppo, Laxative Souls non era un derivante del loro genio ma una figura a sé stante che purtroppo ha deciso troppo presto di ritirarsi.
Parallelamente, troviamo il lavoro di Giovanni Mori, che va a completare questo doppio cd in confezione Dvd (100 copie). Il suo “Self Report Deaf” è un viaggio dentro una cosmologia ortodossa di etica petrolchimica. Citando, raschiando e portando avanti la linea del passato, ci conduce dentro un corpo astratto e putrescente al tempo stesso, una sperimentazione sadica rumorosa che lascia trasparire momenti di (in)quieta riflessione cerebrale.
Quello che alla fine si mostra davanti a noi è un monumentale complesso di distorsioni mentali da assaporare con pazienza e servile passione. Un segno profondo e sanguinante di un passato che riappare e un presente che continua a voler sperimentare una meravigliosa violenza sonora.
02/09/2014