La cassetta “Amulet”, pubblicata in edizione limitata di appena 150 copie dall’inglese The Tapeworm, raccoglie due lunghe composizioni registrate dal vivo nel luglio dell’anno scorso, grazie ad un iPhone. Ebbene, sì: i tempi cambiano… e anche l’artista australiano cerca di non perdere il contatto con la realtà o, quantomeno, con il suo simulacro.
Quanto alla musica nuda e cruda, il primo movimento è un esperimento per droni e risonanze sinistre attraversate da sibili, echi oscillanti e rintocchi cristallini che sembrano suggerire la trasfigurazione sonora di una cupa giornata di pioggia. La parte più aliena di John Duncan potrebbe tornare utile per farsi un’idea.
Il secondo movimento continua quest’opera di espressionismo fantasmatico, risolvendosi, poco alla volta, in una nebulosa ambientale sempre più evanescente, prima di lasciare spazio al nulla.
Un disco che riesce difficile consigliare anche ai cultori più oltranzisti di Ambarchi. In ogni caso, se qualcuno fosse interessato, sappia che la prima tiratura è andata già esaurita…
20/02/2014
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