Stars In Battledress - In Droplet Form

2014 (Believers Roast)
contemporanea, folk, prog

I Stars In Battledress sono due fratelli innamorati della musica folk e delle sue relazioni con il complesso mondo della musica progressive e classica, curiosi manipolatori di strumenti inusuali come l’harmonium il dulcimer o l’autoharp, Richard e James Larcombe (membri del gruppo avantgarde North Sea Radio Orchestra) hanno un curriculum discografico molto esiguo.
“In Droplet Form” è il loro secondo album, seguito di un dimenticato e lontano esordio del 2003 (”Secrets And Signals”).

La loro proposta è una delle più ardue e imperscrutabili, edificata su continui accordi triadici, molto in uso nella dodecafonia e nel jazz (Miles Davis e John Coltrane), e su accordi di piano simil-ritmici, scortati da armonie e voci in perenne conflitto tra il tonale e l’atonale.
Non è un vezzo citare degli elementi compositivi cosi strettamente tecnici, ma una necessità che serve a rendere comprensibile all’ascoltatore i cardini di un suono così spigoloso e poco convenzionale. Una musica che chiede uno sforzo in più per essere apprezzata, che non indugia in intellettualismi post-moderni, e la cui identità ha forte radice nella storia delle sette note.

“In Droplet Form” è un album dove ricerca e armonia restano in costante e inconsueta dialettica: l’incrocio tra le due voci in stile folk-gothic, l’irrequieto alternare di melodia e ritmo nelle note di piano, la pulizia cristallina della chitarra e la mancanza di una sezione ritmica restano funzionali a una creazione armonica pre-barocca.
Immaginate il tono uggioso di Peter Hammill, gli incastri vocali dei Gentle Giant dei primi due album, gli Xtc in deliquio psichedelico, o Neil Hannon immemore dei suoi refrain, ed ecco che avrete un quadro di ciò che nasconde questo affascinante artefatto.

Le melodie appaiono flebili, ma basta indugiare sul brano d’apertura, ”A Winning Decree”, per scorgere dietro l’ipnotico fascino, una quantità di idee adatte a reggere una serie infinita di variazioni, oppure godere del complesso folk rinascimentale di “Fluent English”, dove l’interazione degli strumenti abbraccia una vastità di elementi tradizionali sia occidentali che orientali.
A volte l’estrema pulizia sonora viene contaminata da polverosi riverberi ancestrali e dall’aliena schizofrenia psichedelia dei Gong (“Hunt The Button”) o da un decadentismo folk aspro e plumbeo alla Current 93 (“No Glory No Gain”). Allo stesso modo “Buy One Now” riporta alla luce la magia dei già citati Gentle Giant, mentre “TKS2” ostenta tutto il bagaglio prog con un’improvvisa virata verso il rock, con quattro minuti di Fripp-etismo in continua progressione simil-orchestrale.

Con un linguaggio musicale apparentemente ostico, i due fratelli Larcombe spostano la loro ricerca verso il capriccio armonico, o il fraseggio privo di sintassi, frastagliando la tipica sequenza del formato-canzone, senza mai perderne il concetto.
“In Droplet Form” è la celebrazione dell’incoerenza che diventa forma sonora, dove ogni elemento, dalla composizione alla registrazione all’esecuzione, assurge a perfezione, mettendo in connessione il mondo della musica contemporanea con la musica pop.

Tracklist

  1. A Winning Decree
  2. Buy One Now 
  3. Hunt The Button
  4. Fluent English 
  5. No Glory No Gain 
  6. Hollywood Says So 
  7. TKS2 
  8. The Defenders In The Mill 
  9. Unmatchable Bride 
  10. The Women From The Ministry


Stars In Battledress sul web