Christian Wallumrød - Pianokammer

2014 (Hubro)
dark-ambient, jazz, modern classical

Christian Wallumrød è il classico personaggio che lavora dietro le quinte, si mostra di rado e pochi arrivano a conoscere per nome. Membro (e leader) di una svariata quantità di ensemble impro (e non) nella natia Norvegia, fra i collaboratori più stretti di gente come Erik Honoré, Jan Bang, Ingar Zach e Håkon Stene, personaggio di punta della generazione di Trondheim, eppure qui alla prima escursione discografica in solitaria.

“Pianokamer” è un biglietto da visita, un lavoro in cui Wallumrød mette sul piatto, riducendola ai minimi termini, quella parte del suo universo sonoro che esula dalla coralità della dimensione di gruppo. Vale a dire, dunque, la meditazione al pianoforte, che qui assume i connotati più disparati, sposando una varietà di umori e scenari. Se da un lato questo ci regala un lavoro vivace e imprevedibile, dall’altro mina forse l’unità di quello che sembra più che mai un compendio di idee.

Il drone rarefatto e oscuro che apre le danze in “Fahrkunst” va letto come un’eccezione, preambolo ad una collezione in cui protagonista unico e assoluto è il pianoforte. Tipicamente jazzy e old style sono la sonata di “Boyd 1970” e la vivace conclusione di “Lassome”, gli episodi decisamente meno impegnati dell’intero lavoro, laddove invece “Hoksang” ricalca con classe sopraffina il Keith Jarrett più spensierato.

Il clima decisamente gradevole di questi episodi è in netto contrasto con la tensione minimale di “Second Fahrkunst”, reprise dell’introduzione ornata da note brevi e dissonanti di piano, e con il martellante fraseggio di note alte di “School Of Ecofisk”. Questi passaggi più complessi coincidono anche, paradossalmente, con i momenti meno coinvolgenti di un album voluamente (ed efficacemente) riassuntivo. Nella speranzosa attesa di un piatto più sostanzioso in breve tempo.

Tracklist

  1. Fahrkunst
  2. Hoksang
  3. Second Fahrkunst
  4. Boyd 1970
  5. School Of Ecofisk
  6. Lassome

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