Farewell To Hearth And Home

Diversions

2015 (Millessei Dischi) | folk-rock, chamber-rock

Compagine mutante proveniente dall’entroterra fiorentino, i Farewell To Hearth And Home hanno all’attivo “The Domestic” (2010), Ep che già espone la loro attitudine vitalistica. La loro piccola comune di strumentisti comprende Athos Molteni, Marco Balducci, Nicola Beneventi, Diego Boboli, Emma Lanza e Francesco Fanciullacci, con uno spettro di strumentazione che svaria dai timbri più campagnoli ai campioni elettronici.

In “Diversions”, loro album di debutto, risuonano le decadute comuni di Polyphonic Spree e Hidden Cameras, rinverdite con irruenza e uno svolgimento discretamente libero della forma-canzone melodica.
Già “The Saddest Summer Ever Known”, pur con un’indole squisitamente cantabile, accantona il ritornello pop in favore di cori da pub e un andazzo surf-punk. In “Misadventures Of Leonard Nimoy” il refrain è dato più da un estemporaneo ensemble di archi e pianoforte e da una ambience elettronica.
E’ però la solennità neoclassica di “Autumnal Us” a detenere il titolo di pagina più articolata del disco, in un saliscendi che va da un tutti in forte ad attimi di silenzio totale.

Contagioso è anche il modo di cambiare pelle e faccia, come in “Dorian, You May Kiss Your Bride” e “Seasons Rebellion Packs A Year Into A Day”, dapprima raffinate ballad à-la Belle And Sebastian, indi entusiastiche in un’accelerazione genuinamente Arcade Fire. Più sorprendente è la Doors-iana “Poacher”, introdotta da un duetto di glockenspiel e arpa, e chiusa da una variazione vaudeville-bluegrass.
Gli 8 minuti di “Some Lineages Have Not A Second Chance On The Earth” in qualche modo interrompono questo flusso. Si ricomincia in una landa austera, da cui nasce una preghiera-serenata in punta di voce, via via accompagnata da una mazurka appena venata di mestizia, fino a liberarsi in un ritmato motto in coro.

Registrato in una fattoria di Legri, loro culla battesimale, ottiene un buon bilanciamento tra complessità e grazia agile con arrangiamenti - a un tempo - compatti e mutanti: è un piccolo grande campione nel folk-pop italiano, pur con tutta la sua povera produzione. Menzione per i titoli dei pezzi, di una bellezza ricercata che indica anche una poetica, tra le carte del complesso, e non solo esterofilia epigonica. Con Sycamore Age e Walden Waltz, un altro ottimo esempio della portata toscana al rock contemporaneo.

(12/09/2015)

  • Tracklist
  1. The Saddest Summer Ever Known
  2. Misadventures Of Leonard Nimoy
  3. Dorian, You May Kiss Your Bride
  4. Autumnal Us
  5. How The Nautical Routes Grow And Remould
  6. Poacher
  7. A Novel To Save Martin
  8. Seasons Rebellion Packs A Year Into A Day
  9. Countermoves
  10. Some Lineages Have Not A Second Chance On The Earth
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