Farmer Sea

Nobody Listens, Nobody Cares

2015 (Dead End Street)
alt-pop-rock

È bello assistere alla crescita artistica di una band, e coi Farmer Sea possiamo ben dire di averlo fatto: già nella loro comparsata nel tributo di OndaRock a “Down Colourful Hill”, la produzione di Luca Vicini dei Subsonica aveva orientato la musica della band torinese verso orizzonti meno legati al pop-rock chitarristico che rappresenta sempre la base della loro proposta, perdendo il suono pieno in favore di arrangiamenti ora rarefatti ora saturi, che prendono da wave e post-rock.
Con “Nobody Listens, Nobody Cares”, prodotto da Marco Jacopo Bianchi, (già frontman dei Drink To Me e solista a nome Cosmo), la band completa questa mutazione “urbana”, il sussurro malinconico di Andrea Sassano trasportato nella fumosa atmosfera sintetica di “We Were Amazing”, o nella distaccata, informe, indecisa progressione di “Goodbyes (Marvin Gaye Overdrive Blues)”, con tanto di coretti alla Beach House.

Il tutto vibra di una ricerca dello zeitgeist, di intercettare menti frastornate, anime indefinite, come trasponendo l’irresolutezza dell’essere nella propria musica. Rotta questa maschera, rimane l’essenza di “Nobody Listens, Nobody Cares”, un disco che cerca di risollevare con espedienti d’arrangiamento (la tirata kraut di “Comes A Day”) una scrittura senza nerbo, un insieme frammentario di idee ancora in stato embrionale.

Così, anche quando si torna alle origini (“Useless”), il tutto suona inanimato, e come nell’iniziale “Happiness (Ocean/Space #2)” si rimane a un brulichio epidermico di impressioni fugaci, con un generale senso di “alternativo” che diventa più un’etichetta da sventolare che un vero e proprio progetto artistico.

17/10/2015

Tracklist

  1. Happiness (Ocean/Space #2)
  2. Nice Places
  3. Goodbyes (Marvin Gaye Overdrive Blues)
  4. Comes A Day
  5. We Were Amazing
  6. Useless
  7. Lies For Good Things
  8. Killers

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