Girlpool

Before The World Was Big

2015 (Wichita) | indie-pop, folk

Un paio di accordi, qualche nota di chitarra o basso in qualità di spartano accompagnamento, due voci femminili che anche quando partono su tonalità diverse vanno ad amalgamarsi in racconti recitati qui in tono dimesso e là con cipiglio impetuoso. Niente di nuovo, a ben vedere, se già conoscete le losangeline Cleo Tucker e Harmony Tividad dai tempi dell'esordio, ovvero un anno fa o giù di lì. Resta il fatto che quello delle Girlpool continua a essere, per sua natura, un progetto piuttosto anomalo per i tempi che corrono. E questo in primis a causa della sua sconcertante semplicità.

In “Before The World Was Big” sono nuovamente le due voci il fulcro centrale dell'opera, posizionate in bella vista mentre quel poco che fa da contorno è una bozza che perde i primigeni tratti blues per dare forma a qualcosa che una forma e un profilo esatto non ce l'ha, né intende averlo. C'è tanto folk, c'è un'idea un poco bizzarra ma credibile di indie-pop, c'è persino una vena punk sui generis che nel mezzo minuto folle di “Magnifying Glass” va a braccetto con il rockabilly.

Musica che ti immagini di veder suonare attorno a uno di quei falò da spiaggia che si accendono nell'attesa dell'alba, ma che oggi come oggi funziona bene anche nei club più importanti del circuito cosiddetto indipendente. E questo anche in ragione di un sound sì ridotto ai minimi termini, ma solo apparentemente naif e, anzi, smaliziato quel che basta per notare come le Girlpool sappiano bene che cosa stanno facendo.

Smussati ancora un tot gli invisibili angoli del proprio sound, Cleo e Harmony ripartono. “Before The World Was Big” prende le mosse dal blues di "Ideal World”, in una sorta di ponte con il pur recentissimo passato, ma da lì in poi si spinge sempre più lontano. La ninna nanna “Dear Nora” introduce la straniante title track, le voci (ora squillanti) che giocano a rincorrersi. E ancora i cambi di ritmo di “Cherry Picking”, le atmosfere inquiete e a loro modo rumoriste di “Crowded Stranger”, l'agrodolce saluto di “I Like That You Can See”.

In questo primo Lp – parlare di lunga durata fa sorridere, risolvendosi il tutto in appena ventiquattro minuti – c'è forse meno voglia di graffiare, ma emergono una consapevolezza e un affiatamento tutt'altro che scontati. Niente di eclatante, per carità, ma tante aspettative per il prossimo futuro, quelle sì.

(14/07/2015)

  • Tracklist
  1. Ideal World
  2. Dear Norma
  3. Before The World Was Big
  4. Chinatown
  5. Cherry Picking
  6. Magnifying Glass
  7. Crowded Stranger
  8. Pretty
  9. Emily
  10. I Like That You Can See It
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