Idlewild

Eveything Ever Written

2015 (Essential Music Marketing) | pop, rock

Con l’ingresso di un nuovo bassista e un nuovo tastierista, gli Idlewild riprendono il percorso interrotto nel 2009 in cerca di un identità stilistica, che le inflessioni alla Rem del precedente capitolo “Post Electric Blues” avevano in parte messo in discussione.
Le sonorità più americane sono in parte mediate da un più ricco lirismo folk-pop e da testi più variegati e maturi, Roddy Woomble mette a frutto le sue avventure da solista e le cooperazioni con i folksinger Kris Drever e John McCusker, regalandoci un album solido ed energico.

Se siete amanti dell’indie-rock, evitate di approcciare con entusiasmo l’ottavo album degli Idlewild, la band scozzese ama strutture imponenti e leggermente mainstream, questo in parte rischia di sminuire il fascino del loro ritorno discografico. Una volta accantonato questo preconcetto, si è in condizione di apprezzare le buone intuizioni di “Everything Ever Written”, partendo dai riff di chitarra e dalla piacevole dismetria ritmica del singolo “Come On Ghost”.
C’è un'urgenza nel nuovo album degli Idlewild che dona dignità anche alle prevedibili forzature pop-rock di brani come “Collect Yourself” e “On Another Planet”, che si archiviano in fretta, ma non si può negare che le incursioni di violino in “So Many Things To Decide”, l'equilibrio elettroacustico di "Like A Clown" e le divagazioni di sax e mellotron in "All Thing Different" possiedano un fascino leggermente alieno.

Non è erroneo considerare l’ultimo progetto della band come uno dei loro capitoli più convincenti, e non perché contenga momenti memorabili, ma per quelle impennate d’orgoglio che sono l’espressione di una passione e di una consapevolezza che vanno di pari passo, qualcosa che è tangibile nella perfetta mistura di folk e country-rock di “(Use It) If You Can Use It", che sfocia in una coda strumentale degna dei Grateful Dead, o nella Coldplay-ana “Every Little Means Trust”, e infine nella fantasiosa chiosa pianistica di “Utopia”, che si avvale anche di uno dei testi più suggestivi dell’album.

“Everything Ever Written” non fa gridare al miracolo, ma rimette in gioco una band, che tra alti e bassi cerca di uscire dall’ombra dei fasti passati con una dignità quantomeno encomiabile.

(04/04/2015)

  • Tracklist
  1. Collect Yourself
  2. Come On Ghost
  3. So Many Things To Decide
  4. Nothing I Can Do About It
  5. Every Little Means Trust
  6. (Use It) If You Can Use It
  7. Like A Clown
  8. On Another Planet
  9. All Things Different
  10. Radium Girl
  11. Left Like Roses
  12. Utopia
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